DAU – Quando la Megalomania diventa Arte – wwwdreamingcinema.it

 

“In rete su piattaforma Mubi.com, i primi due capitoli di 8 ore e 23 minuti, del folle progetto filmico del regista Ilya Khrzhanovsky, presentati all’ultima edizione della Berlinale”

Progettare un lavoro filmico dall’incredibile durata di 700 ore; non esiste progetto simile, se non al cospetto di una folle – ma seducente – megalomania registica. Ilya Khrzhanovsky è l’esecutore di questa suggestiva rappresentazione filmica intenta nel raccontare la quotidianità dell’Unione Sovietica nel periodo compreso fra il 1938 e il 1968. Originariamente DAU, era stato ideato come documentario sul fisico sovietico Lev Landau per poi divenire, incredibilmente, un esteso progetto filmico suddiviso in capitoli.

Pensando alla genesi del progetto, è facile il rimando ad altri lavori incredibili sul piano della costruzione – Heimat di Edgar Reitz  – ma DAU rappresenta, una nuova forma di concepire ed esprimere il cinema. C’è chi fa riferimenti alla scelta di creare un prodotto sospeso fra il seriale ed il cinema e chi invece, si limita a definire megalomane il progetto. Forse la follia non è connessa solo alla lunghissima costruzione progettuale, ma anche a cosa si è voluto raccontare, rappresentare in questi 2 primi capitoli ovvero il “genotipo” dell’uomo sovietico.

Ovviamente coi primi due capitoli, DAU.Natasha e DAU.Degeneration,  Ilya Khrzhanovsky non solo ha dato vita ad una grottesca “metafora” dell’URSS , ma ha anche dato modo di deliziare i palati fini, con una messa in scena poderosa, accompagnata da una direzione della fotografia eccezionale. Se nel primo capitolo – DAU.Natasha – vediamo un affresco – rude, malsano e a tratti grottesco – tutto al femminile, nel secondo capitolo – DAU.Degeneration – entriamo completamente nell’ “universo-DAU”. Assistendo alla più fedele ricreazione del famoso istituto raccontato nei testi di Lev Landau.

Prossimamente – a quanto trapela da fonti autorevoli – usciranno i successivi capitoli; indipendentemente dalla resa filmica, il progetto DAU suscita un forte quanto inusuale interesse, sia per le aspre critiche ricevute dal regista – dalle accuse di misoginia al totale sfruttamento nei confronti degli interpreti coinvolti – sia per come sarà il crescendo narrativo in merito a questo progetto. Non ci resta che attendere ……

Alessio Giuffrida

mubi.com

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Autore: Adele De Blasi

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