The Aeronauts reinterpreta la storia vera di James Glaisher, un meteorologo inglese che nel 1862 arrivò, con la più grande mongolfiera mai costruita, ad un’altitudine mai sfiorata dall’uomo fino a quel momento, mettendo a repentaglio la sua vita in nome di una possibile scoperta scientifica. Il film di Tom Harper nasce da un’idea originale e innovativa ma stenta a spiccare il volo, mantenendosi sulla bassa quota dell’ovvietà, di una sceneggiatura deludente e poco credibile, e di una time-line basilare e scontata, che rispetta a pieno i canoni imposti da un’industria fondata sulla spettacolarità e l’azione.
Un film dove forse non bastano neanche i bellissimi panorami aerei fra nuvole e tempeste, o gli splendidi Eddie Redmayne e Felicity Jones (di nuovo insieme dopo La teoria del tutto), chiamati a svolgere una parte troppo semplice e priva di qualsiasi picco emotivo. Una pellicola semplice e delicata, adatto alle famiglie, che vede come unico scopo la ricerca di una sorta di formazione giovanile, con al centro una donna eroica e uno scienziato avventuriero disposti al rischio e al sacrificio pur di fare nuove scoperte e migliorare la vita delle persone.
Una favola dai toni Disneyani che omaggia il coraggio femminile e produce il classico invito a non demordere nella realizzazione dei propri sogni.
Giulio Marini