Festa del cinema di Roma : An Elephant Sitting Still – dreamingcinema.it

Sotto il cielo plumbeo di una cittadina nel nord della Cina, si intrecciano diverse vite. Per proteggere un suo amico, il sedicenne Wei Bu spinge il bullo della scuola dalle scale mandandolo in ospedale. Temendo le conseguenze di quanto accaduto, Wei fugge via e a lui si uniscono il vicino Wang Jin, sessantenne senza più legami, e la compagna di classe Huang Ling, tormentata da una relazione sessuale con il direttore della scuola. Mentre i tre cercano di far perdere le loro tracce, decidono di salire a bordo di un autobus diretto a Manzhouli, in Manciuria, dove si trova un mitico elefante che passa il tempo semplicemente seduto, inerte, indifferente al mondo.

Opera prima e tragicamente ultima del regista cinese Hu Bo, morto suicida dopo aver terminato il montaggio, An Elephant Sitting Still rappresenta uno degli esordi più “distruttivi” degli ultimi anni. Tralasciando la pesantezza in sé della questione – il suicidio del regista per l’appunto – An Elephant Sitting Still permette allo spettatore di immedesimarsi in un’avulsa società nonostante la sua inumana ritmicità. Il ritratto di una Cina priva di ogni speranza, ben lontana dalla realtà socialista e dei personaggi quasi privati di un’anima, di un ideale.

Se vogliamo la linea concettuale affrontata da Hu Bo, può in qualche modo essere tradotta come una sua specifica richiesta d’aiuto, creando un’inquietante correlazione col folle gesto da lui commesso. Un senso di vuotezza che lascia amareggiati ma soprattutto sperduti …..

Alessio Giuffrida

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Autore: Adele De Blasi

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