Festa del cinema di Roma: Antigone

Se la drammaticità di una storia classica ci porta oggi all’idea in un mondo antico, è il dramma familiare e il sentimento senza tempo che interessano la storia moderna di Sophie Deraspe e riporta l’emozione più possibile vicino a noi. L’opera della regista mette in scena una eroina moderna, una paladina della giustizia e, se vogliamo, dell’amore immenso per la famiglia che a volte sovrasta quello per sé stessi. Sono molto interessanti i riferimenti alla cultura video e d’immagine pop – hip hop, che vengono filtrati da un intenso rosso che potrebbe essere quello di Instagram o Facebook. L’organizzazione della protesta, il “palco” che dovrebbe essere la salvezza per Antigone si avvia dall’immagine, dalla cultura underground.

Se la ragazza sembra riuscire a controllare il tutto, avviene la caduta, la visione, il sogno dell’oracolo cieco che le chiede di fare i conti con il suo passato. Un passato per cui lei si sente osservata, giudicata, un labirinto da cui solo l’amore può far trovare una via d’uscita L’interpretazione incredibile di Nahéma Ricci, insieme a una colonna sonora energica, ci rendono il film il più possibile vicino alle emozioni e hai sentimenti della famiglia che cerca nell’amore una “normalità”. Se le scelte registiche nei momenti drammatici finali sono eccessivamente forti, ad indicare una certa forza d’animo e di empatia, che però appesantisce parecchio un finale aperto.

Matteo La Porta

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Autore: Adele De Blasi

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