Festa del cinema di Roma: My First Highwa

 

Benjamin (Aaron Roggeman), 16 anni, si annoia. Questo adolescente apatico, in vacanza in Spagna con i suoi genitori e il fratellino in un campeggio per roulotte, galleggia nella sua esistenza. Né molto bello, né particolarmente affascinante, di una mollezza scoraggiante, non sembra avere nessuna passione, nessuna personalità, come se fosse cresciuto seguendo la massa, senza essersi mai posto nessuna domanda. Malgrado il sostegno della sua famiglia amorevole, Benjamin è il genere di adolescente influenzabile che non riflette prima di agire e che non calcola mai le conseguenze delle sue azioni. Tutto continua a scorrere in questa maniera fino al giorno in cui, non sapendo bene neanche lui il perché, si fa rimorchiare da Annabel (Romy Lauwers), bellissima adolescente che vive nella zona e che ha appena preso coscienza del suo potere di seduzione sui ragazzi, ma anche della pericolosità che questo suo fascino può comportare. Pochi giorni prima del suo incontro con Benjamin, Annabel è infatti stata vittima di uno stupro che non ha denunciato alla polizia per vergogna, ma che non tiene segreto al ragazzo.

Con “My first Highway”, suo primo lungometraggio, Kevin Meul si lancia su un tipico dramma sociale, dove un uomo incompetente vede crollare il proprio universo dopo aver compiuto un atto irreparabile. Chiaramente influenzato dal cinema austero dei fratelli Dardenne, Kevin Meul riesce, moltiplicando le scene innocue ad un primo sguardo, a creare un’atmosfera ansiogena, dove il dramma minaccia di esplodere in ogni momento. L’etichetta di “film sociale” non impedisce di emozionarsi: dei gesti innocenti fanno sorgere qua e là dei momenti toccanti, indispensabili per la struttura di questo lavoro in quanto il regista ci mette nell’incapacità totale di identificarci con il suo anti-eroe. Aaron Roggeman è costretto in un ruolo ingrato, immerso nel torpore, in cui il risveglio tardivo non basta a perdonargli i suoi errori mentre la performance di Romy Lauwers, tra seduzione e fragilità giovanile, riesce a coinvolgere il pubblico, fino a fargli provare le sue stesse emozioni.

Micol Koch

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Autore: Adele De Blasi

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