Berlinale 2020 : My Salinger Year

Tratto dall’omonima autobiografia di Joanna Rakoff, l’ultimo film di Philippe Falardeau racconta le peripezie della giovane scrittrice (Margaret Qualley) che, appena laureata, si ritrova a far da segretaria in una nota agenzia letteraria che aveva fra i suoi clienti niente di meno che il colosso Jerome David Salinger…

A inaugurare la settantesima edizione della Berlinale è un film gradevole e leggero anche se forse non perfettamente in linea con la linea politica e impegnata preannunciata dal ministro della cultura, dal sindaco e dal direttore artistico nei discorsi introduttiva durante il galà di apertura. La pellicola, dal carattere piacevolmente ironico, si svolge nella New York degli anni Novanta. Fa sorridere, ad esempio, la descrizione degli uffici dell’agenzia ancora forniti di macchine da scrivere e privi di computer così come il compito assegnato alla giovane tirocinante di rispondere singolarmente alle numerose lettere dei sostenitori di Salinger e da lui ignorate.

Interessante è anche il rapporto che si delinea fra la protagonista Joanna e la sua gelida dirigente (Sigourney Weaver) che può davvero vantare una fortunata interpretazione. Insomma, una scelta forse un po’ troppo spensierata ma che di certo ha il merito di aprire il festival con un mood decisamente positivo.

Maria Francesca Ponzi

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Autore: Adele De Blasi

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