Juan è un poeta affermato che ha creato la sua oasi personale ai margini di Citta’ del Messico, dove possiede il suo ranch di tori. Lontano dal clamore della metropoli vive appieno il rapporto di coppia con la moglie Esther, mettendolo costantemente alla prova dopo ben 15 anni di matrimonio con adulteri indotti a fini voyeuristici per testare l’esclusività dell’amore finora riservatagli dalla consorte.
Interpreti di questo rapporto di coppia a dir poco aperto sono Reygadas stesso e l’attuale compagna Natalia Lopez, a conferma che il regista messicano ha deciso di mettersi a nudo in quest’opera infarcita delle sue solite cariche allegoriche. Queste ultime aprono e chiudono quasi tre ore di visione, in cui trascinati da pregevoli virtuosismi registici, passiamo da affreschi sull’amore concepito dalle giovani generazioni fino ad arrivare a quello lucido e spietato del regno animale con il simbolo virile del toro quasi a venir sconfessato. Nel mezzo una prova d’amore spinta oltre le convenzioni imposte dal sacro vincolo matrimoniale che esercita un’empatia magnetica sullo spettatore.
Carlos Reygadas realizza il suo lavoro più intimo, mettendo a soqquadro i canoni della vita di coppia e mostrandoci tutte le insidie derivanti da una prova d’amore condotta fino in fondo.
Simone Ferrera