Friends request – la morte ha il tuo profilo

Friends request – la morte ha il tuo profilo

Chissà se Simon Verhoeven, il regista di “Friend Request” ha dovuto pagare qualche royalities a Mark Zuckerberg per utilizzare in maniera così invasiva il social network da lui creato. Perché nel suo film, più che altrove, ad essere protagonista è proprio Facebook, preso in prestito fin dal titolo che, alludendo all’avviso con cui viene segnalata la richiesta di amicizia da parte di un altro utente, riflette sul senso di solitudine delle nuove generazioni e sull’alienazione derivata dall’uso smodato della piattaforma sociale.

 

Al di là degli aspetti connessi con il rispetto dei codici di genere l’originalità dell’assunto influenza soprattutto i segni dello spazio scenico che, sfruttando l’iconografia scolastica e studentesca utilizzata da buona parte della produzione horror americana, si arricchisce del portato linguistico e virtuale appartenente al social di riferimento. Così, pur mantenendo inalterate le dinamiche comportamentali tipiche dei teen horror anche qui regolate da modelli prelevati dalla cultura wasp, “Friend Request” le inserisce all’interno della cornice offerta dalla homepage di Facebook, i cui post diventano il campo d’azione in cui si decide il destino di Laura, costretta a fare i conti con la vendetta di Marina, la morbosa coetanea che l’ha costretta a  escluderla dalla cerchia delle proprie amicizie. In questo quadro Verhoeven è bravo a trasfigurare la compulsività con cui capita di  interfacciarsi al mezzo virtuale, trasformando lo schermo del pc nel portale di un inferno che fagocita (Cronenberg docet) letteralmente chi lo guarda. E’ pertanto un peccato che il regista disperda il suo patrimonio con una trama prevedibile e solo a tratti spaventevole.

Carlo Cerofolini

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Author: Adele De Blasi

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