Hibris

Nel panorama cinematografico italiano, in cui un regista giovane ed emergente ha in media cinquant’anni, “Hýbris” è un caso più unico che raro. Si tratta, infatti, di un film interamente diretto, scritto, interpretato e prodotto da ragazzi under 30. Chapeau. In una società che non riesce a dare spazio ai giovani, Giuseppe Francesco Maione, classe 1993, ha avuto il coraggio di osare. Da qui il titolo di questo horror che significa letteralmente tracotanza, superbia.

Inoltre, nella trama dell’antica tragedia greca, la hýbris è un evento accaduto nel passato che influenza in modo negativo gli accadimenti del presente. È una colpa dovuta a un’azione che vìola leggi divine immutabili, ed è la causa per cui, anche a distanza di molti anni, i personaggi o la loro discendenza sono portati a commettere crimini o subire azioni malvagie. Anche i protagonisti di questo horror saranno vittime di azioni demoniache avvenute anni prima che, adesso, stanno ricadendo su di loro. Oltre a queste indicazioni generali, raccolte e messe insieme dopo un grande lavoro di interpretazione, il resto della trama rimane un mistero. Quattro ragazzi si ritrovano in una baita dopo la morte di un loro amico, Valerio. Una volta arrivati porte e finestre scompaiono e iniziano i problemi: vecchi rancori, del tutto incomprensibili, saranno la scusa per un massacro in cui alla fine si aggiunge del soprannaturale.

Una sceneggiatura ermetica che scimmiotta grandi classici del genere horror senza riuscire neanche lontanamente a eguagliarli. La tensione, indispensabile per questo genere cinematografico, è data unicamente dalla musica, davvero eccellente, che non basta, però, a creare un’atmosfera inquietante. Lo spettatore attende, invano, un colpo di scena che non arriverà mai. Neanche la recitazione riesce a salvare in qualche modo la situazione. L’unica eccezione è rappresentata da Claudia Genolini, attrice teatrale che, ogni tanto, riesce a essere credibile.

Forse la giovane età, il budget davvero limitatissimo e le riprese durate soltanto diciotto giorni possono essere una scusante. O forse, più probabilmente, si tratta davvero di un caso di hýbris da parte di qualche ragazzo che sicuramente ha una grande passione per la settima arte.

Micol Koch

locandina
DATA USCITA 28 maggio 2015
GENERE Thriller
ANNO: 2015
REGIA: Giuseppe francesco Maione
ATTORI: Lorenzo Richelmy, Guglielmo Scilla, Tommaso Arnaldi, Claudia Genolini
DISTRIBUZIONE: Flavia Entertainement
PAESE: Italia
DURATA: 83 min
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Author: Adele De Blasi

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