Anche al festival di Roma non poteva mancare l’ennesimo film su un clan di camorristi napoletani “I milionari” con la regia di Alessandro Piva. Un operazione totalmente napoletana, uno scenario da sogno, Napoli una città bella piena di contrasti, dove c’è amore, odio e tanta sopraffazione. Siamo di fronte all’ascesa e al declino di un clan criminale fatto di un gruppo di amici dello stesso quartiere. attraverso il racconto di un boss e la sua famiglia. Il sogno di un ragazzo che si fa travolgere dal potere, la sua vita è fatta di luci e ombre e di tante sfaccettature purtroppo si troverà a un bivio e dovrà scegliere, in perenne conflitto con se stesso sarà l’emblema del potere dilaniato da una profonda solitudine e angoscia.
La storia è presa da fatti realmente accaduti a Napoli e il protagonista Marcello, nella finzione cinematografica, ancora vivente è sotto protezione. A lui si contrappone la moglie Rosaria che non è una criminale ma ha sposato a soli sedici anni un criminale, è l’amore che la trasporta in un mondo non suo. La sua omertà le fa chiudere gli occhi e sceglie di non sapere niente, tutto deve restare fuori dalla porta di casa. Lei è un archetipo femminile, è una donna che finge di non sapere e accetta il benessere a scatola chiusa. A questo aspetto si contrappone la rigidità delle sue regole dove tutto deve restare al di fuori di casa, gli eventi la travolgeranno e inizierà la sua sofferenza. Questa pellicola vuole essere un gangster dramma di stampo americano che entra nella psicologia dei personaggi cogliendone gli aspetti più segreti. Un film onesto, ben girato con attori di qualità da Francesco Scianna, Valentina Ludovini, Antonio Striano. Il tema uguale a tanti altri, ha un pregio si scava più in profondità nella psicologia dei personaggi, si racconta anche il pentimento che lascia una speranza. La vita criminale non può che implodere tra criminalità e latitanza, non c’è tolleranza per il crimine
Adele de Blasi