I tre tocchi

Sei personaggi in cerca di un opportunità, sono degli attori che giocano nella squadra di calcio  dei cantanti. La storia è incentrata sui sei uomini con esperienze di vita diverse che contemplano passioni, angosce, frustrazioni, sogni e dolori. Il lavoro e il calcio li rende complici, le loro storie si intersecano tra provini e partite, speranze di successi e disillusioni ma per loro la felicità è un miraggio. Sono uomini dalle personalità diverse, dei precari dello spettacolo e come dice Risi con un pizzico di cattiveria, i gli attori di seconda fila quelli che non ce l’hanno fatta. Molti consapevoli della mancanza di lavoro hanno scelto lavori alternativi continuando a inseguire il sogno.

I tre tocchi preso dal gergo calcistico sono i passaggi obbligati per la palla, uniti da cameratismo e da uno spirito goliardico i ragazzi condividono gli allenamenti di calcio e gli scherzi negli spogliatoi. Il regista ce li mostra molto machi senza alcuna esclusione di sequenze fotografiche in cui  le loro nudità sono messe in primo piano. Un film abbastanza maschilista dove gli uomini non portano alcun rispetto per il sesso femminile. Le donne della pellicola sono fragili vengono abusate e maltrattate senza pietà, sono solo degli oggetti sessuali. Anche l’ambiente dello spettacolo viene filmato a tinte fosche , un mondo in cui galleggiano personaggi miserabili, squallido, un habitat  di squali spesso dominato dal potere omosessuale. Gli stessi omosessuali vengono guardati in modo impietoso sono maschere volgari truccati con eccesso che comprano il sesso con promesse di lavori. I personaggi maschili sono avvolti nella miseria umana che non li rende degni neppure di pietà se non di avversione.

Risi parte dal mondo del calcio e dagli spogliatoi per raccontare gli attori purtroppo in questa operazione non riuscita non emerge la passione che anima chi si accosta a questo mestiere e a quali sacrifici è costretto per vivere. Tecnicamente ben girato ma sciatto nelle storie che non ci toccano, non hanno mordente, un occasione sprecata per parlare di un mestiere  su cui si fantastica levando anche dignità a un lavoro faticoso dove molti investono sogni e speranze.

Adele de Blasi

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Autore: Adele De Blasi

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