Un complesso di case popolari, un condominio particolare, un ascensore in panne e tre incontri magici che cambieranno la vita dei personaggi. Sei i protagonisti della storia: Stemkowtiz destinato ad abbandonare la sedia a rotelle per l’amore di un infermiera che fa il turno di notte; Charly, adolescente lasciato a se stesso ma capace di attirare l’attenzione di Jeanne Meyer, attrice degli anni 80 che grazie a un suo video riuscirà ad ottenere un ruolo importante. E infine John McKenzie, astronauta americano atterrato per sbaglio nel piazzale del condominio dove sarà rifocillato a suon di cus cus dalla signora Hamida. Nel raccontare il mondo della banlieue parigina attraverso la voce di personaggi profondamente diversi ma che hanno molto in comune, il regista esplora un mondo attraverso le cadute dei personaggi, che cadono dalla sedia a rotelle, dal piedistallo e dal cielo per poi trovare la propria strada, tutto diventa la metafora della capacità di sapere andare avanti nonostante tutto.
La periferia è raccontata in maniera intima, con un senso di smarrimento e solitudine provocato dalla desolazione prodotta dall’habitat circostante ma quello che vince su tutto è il senso di solidarietà e di aiuto reciproco che spesso non si trova nel cuore della città. Il legame che c’è tra gli individui è forte ma anche invisibile, i protagonisti sono dei solitari che parlano poco ma cementano l’unione con il prossimo attraverso sguardi e silenzi e senza dividere la propria vita con gli altri. . La signora Hamida ha un figlio in prigione, Stemkovitz si è chiuso in stesso dalla morte della madre, Charly non sa dove sia sua madre, l’infermiera è delusa dalla vita ed ha un gran malessere, il cosmonauta piovuto dal cielo, fuori dal mondo da diverse settimane e l’attrice fortemente depressa per mancanza di lavoro. Samuel Benchetrit porta avanti un lavoro complesso con dialoghi essenziali e rarefatti che lasciano il compito alla macchina da presa di cogliere ogni piccolo movimento mediante un uso frequente dei primi piani e dei piani sequenza. Una fotografia opaca e grigia sottolinea gli stati d’animo. Una storia charmant, delicata, per amanti di un cinema raffinato come pochi sanno fare, un ennesima chicca del cinema francese.
Adele de Blasi
