Il mondo di mezzo-recensione-dreamingcinema

Roma. Gaetano Mariotti (Tony Sperandeo), imprenditore edilizio astuto e senza scrupoli, arricchitosi attraverso la corruzione di politici e funzionari pubblici, introduce il figlio Tommaso (Matteo Branciamore) nelle sue attività. Alla morte del padre, sarà, infatti, Il giovane a prendere le redini del suo impero, stringendo un pericoloso sodalizio coi poteri del Campidoglio. E’ uno spaccato di storia romana che va dagli anni ’70 ai giorni nostri “Il mondo di mezzo” di Massimo Scaglione, che con spavalderia e una certa incoscienza denuncia la mala amministrazione romana e la scellerata connivenza fra politici e ‘palazzinari’, che ha portato la periferia della capitale a diventare l’impero della cementificazione.

Lo stile di Scaglione è indignato e finalizzato a scuotere lo spettatore, ispirandosi a quel cinema popolare in voga in Italia negli anni ’70 che aveva in Fernando di Leo, Sergio Martino o Enzo G. Castellari i suoi più prolifici esponenti. Un cinema che colpiva dritto in faccia, prendendo spunto da brucianti fatti di cronaca e sviluppandoli in senso fortemente critico e rabbioso. E’ la sceneggiatura, però, il principale punto debole de ‘Il mondo di mezzo’: portare sul grande schermo una vicenda articolata e ancora in corso di giudizio come Mafia Capitale non è certo impresa facile, perché si ha il dovere di attingere solo a fatti certi, dovendo, ovviamente, sorvolare sulle molte questioni, incomplete. Il problema, però, è che il regista mette nel calderone una numerosa serie di eventi accorpati in modo confuso e in cui si fatica a districarsi, perdendo sovente il filo logico del narrato. Si raccolgono, così, situazioni, riferimenti e temi che non vengono mai approfonditi, ma che vengono, anzi, trattati superficialmente, annacquando di conseguenza la denuncia. Non ci sono date, non c’è (volutamente) alcun lavoro di inchiesta, ma ci si limita a seguire la vita di Tommaso e i suoi contatti con la politica corrotta, intervallandoli con alcune disturbanti, e a volte ambigue, immagini di repertorio. Il paradosso in cui cade “Il mondo di mezzo”, dunque, è che vuole scagliarsi contro lo scandalo di Mafia Capitale, senza, però, mai realmente affrontarlo.

Non aiuta, poi, la costruzione dei personaggi, i quali si rivelano meccanici, stereotipati e senza alcuna credibile evoluzione narrativa. Imbarazzanti in particolare i ruoli femminili, come quello dell’esuberante starlette Gaia, protagonista di alcuni siparietti soft-core stile anni ’80, finalizzati a mostrare le grazie artificiose della giovane Laura Lena Forgia. Nonostante la presenza di attori come Tony Sperandeo e Massimo Bonetti, che non sfigurano nemmeno in ruoli poco approfonditi, la recitazione è l’altro aspetto dolente del film: meglio, infatti, stendere un velo sulle interpretazioni di Matteo Branciamore, Laura Lena Forgia e Nathaly Caldonazzo. In sintesi, ‘Il mondo di mezzo’ è un lavoro sicuramente coraggioso, ma a volte, si sa, il coraggio non basta a fare un buon film.

Alberto Leasli

DATA USCITA : 4 maggio 2017
GENERE : drammatico
REGIA: Massimo Scaglione
ATTORI:Matteo Branciamore, Nathalie Caldonazzo, Tony Sperandeo, Massimo Bonetti,

DISTRIBUZIONE : Red moon
PAESE : Italia
DURATA: 90 min.

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Author: Adele De Blasi

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