Pieraccioni a vent’anni dalla sua prima regia “I Laureati” e dopo tanti successi cinematografici, festeggia questo traguardo, con una commedia sentimentale dove si sdogana da un ruolo cabarettistico, mettendo in primo piano le difficoltà di un cinquantenne che cerca di ritrovare il rapporto con la figlia. Umberto (Leonardo Pieraccioni) dopo il fallimento della sua ditta, cerca di recuperare facendo esplodere un caveau di una banca, il colpo fallisce e si ritrova a scontare quattro anni di carcere. Una sera in carcere durante un dibattito conosce Morgana (Laura Chiatti), una donna un po’ pazza dal temperamento da bambina, Morgana ignora che Umberto sia un detenuto. Umberto esce ogni giorno per lavorare fuori dal carcere ma a mezzanotte deve rientrare come Cenerentola. Morgana è la fata che gli farà recuperare l’amore della figlia, lei ha una perrsonalità dolce, fragile, positiva, e risolverà la vita di Umberto. Pieraccioni tenta un approccio sociale raccontando un carcere non disumano che da alle persone la possibilità di riabilitarsi ed essere migliori. La realtà del carcere è bilanciata da una realtà edulcorata Ventotene, una piccola isola piena di suggestione. Molti personaggi nella storia, coprotagonisti di una commedia, che cerca di raccontare una realtà in modo veritiero e sempre meno cabarettistico, purtroppo in questa nuova prova manca il solito umorismo toscano e neppure il nano Davide Marotta e il siciliano Sergio Friscia servono per risollevare una commedia povera di idee.
Pieraccioni tenta una svolta più matura, sfatando il mito del principe azzurro, l’amore per le donne e andando verso una nuova maturità che proietta l’amore verso la figlia. Umberto avrà una resa dei conti con una figlia adolescente che lo metterà alle corde e lo porterà a crescere. Questo tentativo sincero di parlare di amore e dei rapporti padri – figlie non riesce a coinvolgere lo spettatore per una scrittura povera che manca di umorismo, molto sottotono per lo standard di Pieraccioni solitamente un autore brillante. Un cinepanettone, buone intenzioni tante ma manca sia il cinema che il panettone, peccato un occasione natalizia sprecata.
Adele de Blasi
