Festa del cinema di Roma:Into the Inferno

L’ultimo documentario di Werner Herzog conduce esattamente dove il titolo suggerisce: nei crateri rosso sangue e pieni di magma di alcuni dei vulcani attivi rimasti nel mondo. Si tratta di uno dei tour più estremi della carriera del regista tedesco, accompagnato per l’occasione dal vulcanologo Clive Oppenheimer.

La storia d’amore tra Herzog e i vulcani è di lunga data: ha infatti fermato la ripresa di un altro suo documentario per correre a filmare l’eruzione Grande Soufrière e inoltre ha soggiornato sull’Erebus insieme ad alcuni vulcanologi. Con “Into the Inferno” la storia d’amore si fa matrimonio, non più solo attrazione ma unione romantica e simbolica. Le rappresentazioni iconiche sul sistema di credenze che gli esseri umani hanno creato attorno al fenomeno delle eruzioni vulcaniche si mescola quindi ad una dettagliata esplorazione dei vulcani di tutto il mondo, dalla Corea del Nord all’Etiopia, dall’Islanda all’Arcipelago di Vanuatu.

Nel riprendere le eruzioni vulcaniche e i pericoli che si corrono nell’interagire con questo fenomeno naturale, Herzog riesce ad amplificare la naturalezza del prodotto presentato. Il suo non è solo un incontro dall’interno con queste montagne brucianti ma è un vero e proprio scontro con delle potenze capricciose e viziate, che sfidano il loro ospite a ritrarle nel loro momento di massimo splendore. La voce fuori campo del regista accompagna il pubblico, cullandolo e tenendolo per mano mentre sperimenta la scoperta del centro della Terra, dove tutto ribolle, brucia e si prepara ad esplodere.

Il vero punto di forza di “Into the Inferno” è l’approccio di continua scoperta che il regista infonde alle sue immagini, senza fare differenza tra paesaggi naturali e culture tribali, con una voglia di stupire che è una vera e propria magnificenza per lo sguardo.

Micol Koch

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Autore: Adele De Blasi

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