Ivory- A Crime Story-conferenza stampa-dreamingcinema

Ex diplomatico, politico, portavoce di Boris Yeltsin, assistente di Vladimir Putin e inviato presidenziale speciale presso la EU. Attualmente produttore e regista di documentari, giornalista, fotografo e viaggiatore. Negli ultimi dieci anni, Sergey Yastrzhembskiy ha dedicato la sua vita coltivando due delle sue più amabili passioni ovvero la fotografia documentaristica e la produzione cinematografica, incentrando il tutto sul continente africano ma anche in altri remoti angoli del mondo. Ivory, a crime story è un lavoro documentaristico che ha portato il regista a fare un film in difesa di quei popoli, di quegli animali ma soprattutto di quelle tradizioni costantemente minacciate dalla civiltà moderna. Recentemente premiato come Miglior Documentario al New York City International Film Festival, Sergey Yastrzhembskiy ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardo il suo ultimo lavoro:

Come mai ha voluto affrontare e discutere una tematica così importante ?

“A questo difficile domanda, posso rispondere in maniera molto pragmatica; dopo 50 anni ho deciso di fare il regista e coltivare la mia passione per la fotografia. Ho fatto diversi album fotografici, talmente apprezzati che mi hanno permesso di intraprendere la carriera registica. Dirigere in un continente difficile come quello africano è molto suggestivo. Filmare popoli e tribù contrapponendo la loro cultura a quella occidentale. Ho deciso di far questo per mostrare esplicitamente il fenomeno della globalizzazione, spesso e volentieri invasivo. Ivory A crime story è sostanzialmente un lavoro antropologico, che si focalizza su una tematica molto sensibile come quella del commercio dell’avorio. Ho minuziosamente fatto un’indagine vivendo il tutto da cacciatore, intraprendendo battute vere e proprie con capi-tribù del posto. Vedere scheletri di elefanti ovunque mi ha portato all’idea di narrare e testimoniare il pesante genocidio.”

Quali sono le ragioni di questo genocidio ?

“Semplice, il bieco capitalismo che c’è dietro a questo terribile commercio. L’occidente preme solamente per un disdicevole vizio, costringendo i popoli africani a trasformare un atto dovuto per procacciarsi il sostentamento ad una vera e propria mattanza criminale figlia di un inaccettabile consumismo. Il paese più coinvolto ed esposto è senza dubbio la Cina, e accetta di buon grado questo commercio per fini prettamente tradizionalistici.”

Ha subito ostracismi durante la realizzazione del suo documentario ?

“Non tanti, se vogliamo una mezza aggressione verbale da parte di un cittadino dell’Angola. Per la realizzazione del mio documentario posso dire che ho condotto il tutto nella maniera più minuziosa possibile. Col mio team abbiamo impiegato tre anni di riprese, testimoniando come nei prossimi 5 anni il 60% del territorio africano adibito agli elefanti sparirà totalmente. Per approfondire al meglio la questione, ci siamo avvalsi della gente locale ignorando ogni forma di milizia diplomatica. E’ una consuetudine universale, e noi abbiamo deciso di rispettarla.”

Progetti futuri ?

“Un film su una sciamana della Siberia. Inusuale, ma sarà molto interessante …..”

Alessio Giuffrida

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Autore: Adele De Blasi

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