La donna elettrica – (2018) – dreamingcinema

All’apparenza Halla è una donna semplice, che conduce una vita routinaria. In realtà è un’ecoterrorista che lotta aspramente per difendere la sua terra dall’importo di elettricità inquinante. I suoi bersagli sono i tralicci elettrici e la sua arma è un arco collegato a un particolare tipo di filo che riesce a bruciare i cavi che intercorrono tra un pilone e l’altro. In questo modo Halla ottiene un enorme blackout nella zona in cui interviene. Questa attività, suo malgrado, le regala molta fama. Tant’è che ogni spedizione è sempre più pericolosa: a tentare di impedirle la fuga ci sono elicotteri, forze speciali e ogni genere di polizia statale. Nonostante ciò Halla riesce, in un modo o nell’altro, a fuggire. Perché lei conosce e ama la sua terra, che la ricambia con fervore.

Ogni anfratto è pronto ad accoglierla, ogni zolla di muffa è preparata a coprirla, a farsi annusare o a contenere i suoi più intimi segreti. Durante queste fughe la protagonista assoluta è l’Islanda, che si regala agli occhi degli spettatori. Malgrado agisca sempre in solitaria, Halla non è mai sola. Ad accompagnarla è la colonna sonora che squarcia il velo del suono per comparire nelle immagini della pellicola. Si tratta di folkloristiche orchestrine islandesi che, irrompendo nella scena, danno corpo a una specie di coro greco, entità a conoscenza degli eventi (tanto da rivolgere spesso il suo sguardo al pubblico) e allo stesso tempo memento di valori che sono in procinto di essere distrutti (come la splendida natura islandese).

Col lento procedere degli accadimenti, sempre più intensa diviene la percezione della centralità della maternità. Madre è la natura, di cui Halla è la figlia prediletta. Una figlia che prova a capovolgere questo ruolo, scoprendo che non è possibile. Halla è madre putativa che, per occuparsi della propria genitrice, non riesce a ottenere questo ruolo. La sorella della protagonista, nonostante sia solo una germana, rivendicherà un ruolo materno verso Halla. Più che un film sull’Islanda e la sua bellezza, si è davanti a un’opera sulla maternità, in qualunque bizzarra forma essa si riveli.

Micol Koch

DATA USCITA : 13 dicembre 2018
GENERE : Commedia
REGIA: Benedikt Erlingsson.
ATTORI:  Halldóra Geirharðsdóttir, Jóhann Sigurðarson, Davíð Þór Jónsson, Magnu´s Trygvason Eliasen
DISTRIBUZIONE : Teodora
PAESE : Francia, Islanda, Ucraina
DURATA: 101 min.

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Autore: Adele De Blasi

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