La meccanica delle ombre

 

 La meccanica delle ombre Spy thriller e polar paranoico-politico sul modello dei classici americani degli anni Settanta. Duval (Francois Cluzet) è un contabile ex alcolista, riflessivo e meticoloso. Vittima di una depressione che lo ha destabilizzato, 2 anni di inattività e grandi difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro, così quando viene contattato da un uomo d’affari misterioso,  accetta subito la sua proposta: l’ organizzazione gli chiede di trascrivere delle intercettazioni telefoniche, lui vuole il lavoro e accetta senza porre domande. Rimarrà invischiato, con la sua nuova amica Sara (Alba Rohrwacher), in un pericoloso intrigo che vede coinvolti i servizi segreti e le alte sfere del governo francese. Ma Duval, che non aveva fatto molte domande sullo scopo della sua missione, si rende conto ben presto che è al centro di una cospirazione politica inquietante. Un uomo provato dalla vita,con una serie di fragilità e debolezze, da lui non ci si aspettano grandi cose e invece, nel corso della vicenda in cui si trova coinvolto, rivelerà una inaspettata forma di robustezza. La sua è un’evoluzione straordinaria. Quando ci sembra senza via d’uscita quest’uomo trova dentro di sé delle risorse inaspettate per venir fuori dalla situazione. Lui non cerca di capire le ragioni  dell’offerta di lavoro che riceve, lo stipendio è interessante e l’incarico che gli propongono sembra essere piuttosto semplice. Forse ha il dubbio che ci sia sotto qualcosa di losco, ma sta di fatto che accetta. E’ solo in seguito inizia a rendersi conto di aver messo la sua vita alla mercè di una cospirazione.

François Cluzet ha un ruolo di grande compostezza al personaggio del disoccupato, che s’ improvvisa dattilografo. Con rara economia di mezzi ,un appartamento vuoto, molto poco dialogo, improvvise esplosioni di violenza un clima estremamente teso di stampo hitchcocchiano per film estremamente interessante. Duval lavora da solo in un  vuoto assoluto di mobili, poco illuminato, situato in un presunto luogo isolato, una Parigi irriconoscibile che accentua la disumanizzazione del contesto in cui si muove la storia. Una piccola incursione nel mondo del lavoro dove un individuo debole detiene il potere suo magrado e si ritrova a fare lo spione ma per chi ? i servizi segreti e chi c’è dietro questa macchina infernale? Un mondo misterioso, spoglio che non fa uso della tecnologia ma usa una macchina da scrivere come durante la guerra fredda. Tutto è profondamente astratto, in questo contesto Duval ha rari contatti con il mondo esterno, un isolamento quasi totale della mente, unico spiraglio il rapporto con Sara, è un amicizia, un sostegno o forse potrebbe essere un amore?

 Una sceneggiatura ben congegnata, un personaggio principale forte ben caratterizzato, tre altri ruoli maschili di contorno. Denis Podalydès soggioga nel ruolo dell’ambiguo  potente Signor Clemente intrattabile, il cui controllo è l’ossessione principale,una finta gentilezza e cortesia . Di fronte a lui, due uomini Gerfaut nei panni di Simon Abkarian, è l’uomo più diretto,quasi simpatico a differenza di Sami Bouajila, nel ruolo di supervisore della sicurezza interna la cui freddezza  nasconde tuttavia alcuni punti deboli. Un quartetto di talento che dà a questo lavoro, a metà strada tra thriller e ideale politico, una forza staordinaria raccontando il mondo sommerso tra lo spionaggio e il gioco politico. Un piccolo cameo, di  Alba Rohrwacher, da un tocco in più a un film che lascia senza respiro. Un opera prima orchestrata in modo superbo dove il regista ci conduce sapientemente nel mistero e nelle buie stanze del potere. Chapeau per un’opera prima magnifica.

Adele de Blasi

DATA USCITA : 6 aprile 2017
GENERE : Drammatico
REGIA: Thomas Kruithof
ATTORI: François Cluzet, Denis Podalydès, Sami Bouajila, Simon Abkarian, Alba Rohrwacher
DISTRIBUZIONE : Europictures
PAESE : francia
DURATA: 93 min.

locandina - la meccanica delle ombre

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Author: Adele De Blasi

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