La memoria dell’acqua

 

Dai Selknams (popolazione nativa cilena trucidata dai colonizzatori spagnoli ed europei) ai desaparecidos di Villa Grimaldi a Santiago ( il centro cileno di detenzione e tortura attivo sotto gli anni della dittatura di Pinochet). Due drammi che parlano di oppressori ed oppressi, sullo sfondo di un Cile che è culla del regista Patricio Guzman. Attraverso un continuo rilancio da una dimensione metaforica ad una sostanziale, Guzman affronta il tema del massacro in relazione alla natura, talvolta all’universo .

La struttura del documentario si articola seguendo voli pindarici che vanno dalla descrizione e intervista degli indios nativi cileni, passando poi per metafore naturalistiche che interrogano con belle inquadrature la struttura della materia e il movimento ondoso dell’acqua, ancora tornando all’oppressione perpetrata dalla dittatura di Pinochet per poi aiutarsi con efficaci effetti speciali nell’astrazione guidata verso l’universo, del pianeta terra visto dallo spazio. Un continuum narrativo che non sempre riesce a compattarsi su temi cosi distanti, seppur il tentavo di ricerca di una radice filosofica rime chiaro. Le inquadrature di grande maestria rendono godibili tutti gli 82 minuti, ma se ne esce senza una reale consapevolezza. Usare il tema dell’acqua come centro di correlazione tra l’uomo e la natura (anche astronomica), e quindi dar sfogo ad una voce formale ed una astratta, è un esperimento sicuramente interessante, non meno stimolante ma che ne rarefà la forza.

Joel Baldo

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 DATA USCITA : 28 aprile 2016
GENERE: Documentario
REGIA: Patricio Guzmán
ATTORI:
DISTRIBUZIONE I Wonder Pioctures
PAESE Cile, Francia, Spagna
DURATA . 82 min.

 

 

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Autore: Adele De Blasi

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