La valle dei sorrisi -Nel tranquillo villaggio di Remis, tra le montagne, tutti sorridono.L’atmosfera sembra idilliaca, ma dietro la facciata si nasconde un segreto inquietante. Sergio Rossetti, insegnante in fuga da un passato doloroso, si trasferisce a Remis in cerca di pace. Ben presto, nota che la felicità collettiva è sospetta. Ogni settimana, di notte, gli abitanti si radunano attorno a un ragazzo, Matteo, dotato di uno strano potere: assorbe il dolore degli altri.Tuttavia, il sollievo che offre li rende dipendenti, e consuma Matteo lentamente. Con l’aiuto di Michela, proprietaria della locanda, Sergio cerca di spezzare questo ciclo.
Ma il suo gesto scatena reazioni impreviste. La comunità diventa ostile. Anche il ragazzo “miracoloso” rivela lati oscuri. Il film svela un’umanità disposta a tutto pur di evitare il dolore. Dove finisce l’altruismo e comincia il sacrificio? Una domanda che guida ogni passo di questa favola nera.
Il villaggio di Remis è perfettamente costruito. Silenzioso, ordinato, gentile, ma carico di tensione latente. Tutti sembrano felici, ma è una felicità imposta. Matteo, giovane “guaritore”, è trattato come un santo. Ma la sua condizione è una prigione. Sergio, figura esterna e disillusa, è lo spettatore ideale per svelare il meccanismo perverso. Il dolore diventa una dipendenza. Chi non abbraccia Matteo regredisce, torna alla disperazione. Il tocco del ragazzo non cura: anestetizza. Il film è anche un racconto di formazione. Matteo scopre il peso dell’identità, l’amore omosessuale e la necessità della ribellione. Strippoli usa immagini forti e simboliche. L’estetica e il suono lavorano insieme per creare disagio. La narrazione è densa ma equilibrata. Il messaggio non viene mai urlato.E proprio per questo colpisce più forte.
“La valle dei sorrisi” è un film che funziona, come “buon horror italiano. Strippoli costruisce tensione con elementi visivi e sonori precisi. Alcune immagini sono potenti, il film è stratificato. La pellicola racconta il dolore, il bisogno di liberarsene e la follia di chi vuole estinguerlo. Un film coraggioso non solo per il genere scelto, ma per come lo affronta senza scorciatoie. Il regista dimostra padronanza tecnica e visiva. La costruzione narrativa è solida, anche se il finale avrebbe giovato di maggiore asciuttezza. La forza della pellicola sta nei suoi sottotesti. Parla del nostro tempo, della nostra incapacità di tollerare la sofferenza. Matteo diventa simbolo di una società che pretende sollievo immediato. Anche a costo della vita altrui. La dipendenza emotiva viene mostrata come una malattia collettiva. L’ omosessualità del protagonista aggiunge una dimensione ulteriore di rifiuto, isolamento, ma anche scoperta. Ilfilm inquieta anche senza effetti speciali.
Adele de Blasi
La Valle dei Sorrisi è un film del 2025 di genere thriller, drammatico, diretto da Paolo Strippoli, con Michele Riondino, Romana Maggiora Vergano e Paolo Pierobon, della durata di 122 minuti,Uscita 17 settembre 2025 distribuito da Vision Distribution.