Le ultime cose


Presentato a Venezia (unico titolo italiano in concorso alla 31. Settimana Internazionale della Critica), Le ultime cose è un racconto corale sullo stare nel mondo al tempo della grande disuguaglianza. Ambientato nel Banco dei pegni di Torino, dove una moltitudine dolceamara impegna i propri averi, in attesa del riscatto o dell’asta finale, il film intreccia tre storie: quella di Sandra, giovane trans, appena tornata in città nel tentativo di sfuggire al passato e ad un amore finito; quella di Stefano, neoassunto che si scontra con la dura realtà lavorativa e assiste ai miseri maneggi nel retroscena del Banco; e quella di Michele, un pensionato che per ripagare un debito si ritrova invischiato nel traffico dei pegni.

Le ultime cose – spiega Irene Dionisio – nasce dall’esigenza di raccontare in maniera “laterale” la crisi: dal punto di vista non soltanto di chi la subisce, ma di chi la infligge attraverso un sistema legalizzato. Il banco dei pegni racconta in un solo luogo, attraverso il percorso degli oggetti e una moltitudine di storie, le dinamiche del capitalismo di oggi, di una società fondata sullo scontro nuovo ed epocale tra debitore e creditore. Il banco dei pegni è il luogo in cui questo scontro si “materializza”. Un luogo che brulica di vite vissute, volti, storie, all’interno del quale l’essere umano sembra spogliato delle sue sembianze naturali: fragile, piccolo, impotente di fronte ad una rete organizzata e possente, senza nome né possibilità di essere interpellata”.

Mi sono sempre domandata – continua la regista – quanto e come ci modifichino i problemi economici che viviamo quotidianamente, cosa ci spinga a lavorare 14 ore al giorno per non possedere nulla, se non il semplice diritto di esistere, e cosa spinga chi potrebbe cambiare le cose a non porsi mai domande.
Quanto un debito è soprattutto un debito morale, una colpa? “Sentirsi in debito” è diventata ormai un’espressione morale, non soltanto materiale: è su questa osservazione (anche al centro di un famoso saggio di David Graeber,
Debito) che ho voluto costruire il film
”.

Un opera prima, con tre storie che si intersecano tra di loro, una coralità di intenti che non lascia indifferenti per le difficoltà economiche in cui versano i protagonisti, una vita crudele che li pone di fronte a molteplici difficoltà. Una presa di coscienza amara della regista, che mette sotto i riflettori le diseguaglianze che fanno scaturire il malessere. Il cuore dello spettatore è inevitabilmente coinvolto da tante vicende dolorose, una ricerca quasi spasmodica di riscatto e di sensibilizzazione. La regista invita a una riflessione con un film che porta alla ribalta uno spaccato sociale molto forte.

Adele de Blasi

DATA USCITA :  29 settembre 2015
GENERE: Drammatico
REGIA:  Irene Dionisio
ATTORI: Fabrizio Falco, Roberto De Francesco, Christina Rosamilia, Alfonso Santagata, Salvatore Cantalupo
DISTRIBUZIONE Cinecittà Luce
PAESE Italia-Francia-Svizzera
DURATA 85 min

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Author: Adele De Blasi

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