Leviathan

 

Kolia è un meccanico che vive nella stessa casa in cui hanno abitato suo padre e suo nonno, in un remoto villaggio della Russia del Nord che si affaccia sul Mare di Barents. Il sindaco della cittadina, corrotto e senza scrupoli, ha deciso di volere per sé le terre di Kolia e inizia una battaglia legale al fine di ottenerne un esproprio. Kolia tenterà in tutti i modi di resistere alla forza di una macchina burocratica che incarna il potere spirituale dello Stato sull’uomo.
Ispirato ad una storia realmente accaduta nella grande e libera America, “Leviathan” è un film che racconta una storia eterna, l’origine della quale può essere cercata nella storia biblica del calvario di Giobbe. Infatti la storia del conflitto tra l’individuo e l’autorità è universale. Riprendendo l’opera omonima del filosofo Thomas Hobbes, nella quale lo Stato è assimilato al Leviatano, nome di un mostro che si ritrova sia nella mitologia fenicia che nella Bibbia, Andreï Zviaguintsev sublima, in questo essere terribile, l’immenso cataclisma suscettibile di annientare un mondo che ha perso i propri valori.
Zviaguintsev intende rappresentare lo squilibrio del patto sociale utilizzando immagini dalla potenza unica, come lo scheletro di una balena posto a ricordarci l’impossibilità dell’uomo di fronte all’ingiusto accanimento dei tre poteri legali (riuniti in una satanica trinità che va a braccetto con gli interessi di una Chiesa corrotta), sapientemente intrecciate a pesanti dosi di ironia. Il duello tra Kolia e il sindaco, infatti, è alquanto grottesco: sono tutti e due ubriachi  di vodka, barcollano, vacillano e si insultano in una gara volta a stabilire non a chi vincerà ma chi crollerà per ultimo. Ed è proprio il crollo davanti all’ordine costituito il nucleo fondante di questa pellicola.
Intriso fin nell’anima dalla cultura russa per quel che riguarda i lunghissimi tempi d’azione, la serietà epica delle riprese e l’emergere di una filosofia amara e decadente, arriva in ritardo sui nostri schermi, dopo aver vinto il Golden Globe per il miglior film straniero e dopo essere stato candidato agli Oscar, quello che risulta essere uno dei migliori lavori della stagione.
Micol Koch

 

 

 

 

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DATA USCITA giovedì 7 maggio
GENERE Drammatico
ANNO: 2014
REGIA:Andrei Zvyagintsev
ATTORI Aleksey Serebryakov, Elena Lyadova, Vladimir Vdovichenkov, Roman Madyanov, Anna Ukolova.
DISTRIBUZIONE: Accademy 2
PAESE: Russia
DURATA: 140 min
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Author: Adele De Blasi

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