L’insulto – recensione – film – dreamingcinema

L’insulto – Beirut, Libano. La guerra civile è finita da quasi trent’anni senza né vinti né vincitori. Toni e Yasser hanno colpa entrambi. Il passato non è stato superato e il rancore per una guerra mai risolta ribolle nei loro animi. Toni è un libanese cristiano iscritto al partito di estrema destra; Yasser un musulmano palestinese, profugo in uno dei tanti campi. Un litigio nato da banale incidente porta i due in tribunale. Da dibattito locale, la causa assumerà proporzioni inimmaginabili, diventando un caso nazionale. Il popolo si schiererà tra le due fazioni opposte, riscoprendo inevitabilmente un passato tormentato, una guerra non risolta, e ferite profonde che bruciano dividendo ancora il paese.

Ziad Doueiri (acclamato e premiato alla mostra del Cinema di Venezia, processato al rientro a Beirut con l’accusa di “cospirazione con il nemico”, ma poi fortunatamente prosciolto), dirige in maniera esemplare “L’insulto”, pellicola candidata per il Libano agli Oscar 2018 come Miglior Film Straniero. L’opera, coinvolgente e ben confezionata, ci mostra lo spaccato nazionale, tramite i due personaggi principali (Toni e Yasser) a colpi di una sceneggiatura avvincente e mai scontata, ricca di colpi di scena e profondi valori umani. Se entrambi i protagonisti sono colpiti nell’orgoglio, il film è un viaggio alla continua ricerca della dignità e il ritratto di un Libano incapace di riappacificarsi, perché troppo impegnato a pretendere scuse, piuttosto che riconoscere le reciproche colpe.

Ben recitato e capace di scuotere lo spettatore, il film è un’ottima occasione per avvicinarsi ad una tematica (quella del Libano) quasi sconosciuta ai più, ma che ha molto da insegnare. La pellicola ha un valore aggiunto: la sua dimensione universale. Toni e Yasser, infatti potrebbero avere qualunque nazionalità, essere di un’altra nazione. Questo punto, fondamentale, è ciò che consegna grande forza alla narrazione ed evita che lo spettatore “occidentale” possa annoiarsi, catalogando la vicenda come troppo lontana da sé. Ma questo non avviene, e “L’insulto” guadagna così una leggibilità estesa a qualunque cultura. E se tutti siamo dunque chiamati in causa, a parteggiare per l’uno o per l’altro, è giusto chiedersi: come trovare la pace dopo uno scontro irrisolto? “L’insulto” ci insegna che in una realtà dove nulla è bianco o nero, e dove è impossibile identificare “buoni” o “cattivi”, occorre una guarigione raggiungibile solamente scoprendosi gli occhi, accettando (e non nascondendo) quei problemi sepolti nella storia di un paese, ma che esistono e necessitano d’essere affrontati.

Matteo Battilani

DATA USCITA : 6 dicembre 2017
GENERE : Drammatico
REGIA: Ziad Doueiri
ATTORI: Adel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha, Christine Choueiri, Camille Salameh
DISTRIBUZIONE : Lucky Red
PAESE : Libano
DURATA: 113 min.

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Autore: Adele De Blasi

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