L’Intervista : Francois Ozon – dreamingcinema.it

All’istituto Saint Louis de France si è svolta la proiezione dell’ultimo film di Francois Ozon  Gràce a  Dieu, premiato a Berlino con l’Orso d’Argento. Un film tratto da una storia vera, drammatico ma allo stesso tempo commovente, un racconto ambientato a Lione negli anni ottanta-novanta di abusi sessuali perpetuati da un prete pedofilo. Un grande film per un regista che sa fare il cinema, lo ringraziamo per averci dato con l’intervista un momento magico di cinema. Chapeau a Francois Ozon

 

Lei porta in scena un tema molto forte la pedofilia in ambito  ecclesiastico, nel racconto lei prende le distanze dalla storia e lascia campo libero ai protagonisti, vorrei che mi parlasse di questa sua scelta registica.

Quando ho iniziato a documentarmi  ho scoperto che di solito le cose non sono mai esattamente bianche o nere, buone o cattive, la realtà di queste persone era molto diffusa e la sofferenza era anche tra coloro vicino alle vittime. Tre sono le cose importanti del processo narrativo: la prima è quando Alexandre sporge denuncia sul padre Peynat , la seconda è che il cardinale Barbarin non fa niente e non  consegna le prove che gli vengono fornite alla polizia perché ci fosse la giustizia laica che facesse il suo corso  e poi la terza è quella che dovrebbe riportare il prete alla figura laica ma questo purtroppo avviene dopo l’uscita del film, egli si trincera in una difesa al limite del ridicolo dicendo che aspettava ordini dal Vaticano e se ne lava le mani. Il cardinale Barbarin avrebbe dovuto evitare che padre Peynat fosse ancora a contatto dei bambini.ava le mani. Il cardinale Barbarin avrebbe dovuto evitare che padre Peynat fosse ancora a contatto dei bambini.

Quanto è stato complesso avere bambini nel ruolo di bambini abusati e come hanno reagito i genitori?

Io nel film non mostro le cose che fanno parte del passato ne tantomeno gli abusi, ho  discusso  con i produttori e con la montatrice su cosa mostrare e su cosa non mostrare, al di la dell’atto che in se che non si può rappresentare ho cercato di  cogliere le circostanze per far comprendere agli adulti che questi bambini sono come agnellini che vanno verso il lupo, loro hanno una totale fiducia in padre Preynat, la difficoltà per noi  è stata avere uomini ormai quarantenni pieni di dolore  che nei flash back sono i bambini abusati. Penso che ai bambini si debba dire sempre la verità, oggi anche il rapporto genitori e figli è cambiato e i genitori parlano di tutto liberamente con i bambini facendogli capire che il corpo è una cosa che gli appartiene. I genitori non hanno avuto problemi  a far recitare i loro figli  perché rispetto alla generazione precedente c’è molta più informazione.

 

Padre Preynat è vittima di un sistema malato o solo un carnefice?

No io cerco di mostrare il vero spirito del personaggio. Si sapeva che lui a 40  anni approfittava dei bambini piccoli e biondi. Io  ho colto un aspetto della sua umanità ma fin dall’inizio lui ha dichiarato di avere un problema con i bambini, lui doveva farsi curare e non l’ha fatto e non  doveva aspettare che la Chiesa prendesse provvedimenti, ha chiesto aiuto ma non ha fatto niente, tutti sapevano e poi lui incarnava i valori cristiani, era un ministro di Dio e quindi è inammissibile quello che ha fatto, non c’è perdono.

 

Lei voleva fare un documentario e poi è nato un film cosa è cambiato?

All’ inizio ho filmato molto e ho incontrato i protagonisti della storia ma poi ho deciso di non fare niente, ero ammirato da loro e  la mia idea  che era di farne un documentario è svanita non appena ho percepito la loro delusione, loro volevano diventare degli eroi come in un film americano” Il caso Spotlight” alla francese ma questo non era possibile,  avevano rilasciato talmente tante interviste che la parte documentaristica veniva meno e loro capivano che il potere della fantasia  è più forte della realtà  e che avrebbe attratto di più e quindi hanno appoggiato la mia idea da qui è nato il film Gràce a  Dieu,

Adele de Blasi –  Alessio Giuffrida

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Autore: Adele De Blasi

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