L’uomo che vendette la sua pelle – Film (2020)

L’uomo che vendette la sua pelle – Sam Ali (Yahya Mahayni), un giovane siriano sensibile e impulsivo, fugge dal suo paese per il Libano per sfuggire alla guerra. Vuole viaggiare in Europa e vivere con l’amore della sua vita, accetta di farsi tatuare la schiena dall’artista contemporaneo più sensuale del mondo. Trasformando il suo corpo in una prestigiosa opera d’arte, tuttavia, Sam scoprirà alla fine che la sua decisione è arrivata a scapito della sua libertà.

Salvarsi la pelle è il progetto di vita di questo giovane siriano, Sam, arrestato per la prima volta perché ha osato dichiarare il suo amore per una donna promessa ad un uomo influente. Lui fuggito in Libano, sopravvive infiltrandosi nelle mostre e rubando il cibo ai buffet. Un giorno ha un incontro con un artista di fama mondiale, che si offrì di vendere la pelle della sua schiena, per realizzare un’opera pittorica. Una tragica storia di violazione dei diritti di un individuo reso vulnerabile dalla sua situazione di migrante. Ispirata da un’esperienza reale in cui un uomo ha rinunciato a una parte del suo corpo, per diventare un’opera trasferibile sull’arte contemporanea. La regia è potente, il regista  non sceglie  l’eroe, Sam, che diventa sia di vittima che attore dove si aspetta di arricchirsi e di trovare pace e amore. Kaouther Ben Hania trasforma la narrazione in una sorta di opera pittorica a grandezza naturale. Una forte riflessione del regista sullo stato dell’arte moderna e sui legami tra mercato e creazione, c’è molto coraggio nel ritrarre un uomo che vende la sua pelle.

Il film è un dramma umanista e sociale senza esagerazioni. il mercato dell’arte spinge verso tante stravaganze. Ciò che determina il successo dell’artista rappresentato rimane il modo in cui usa le cose ordinarie per trasformarle in un lavoro redditizio. Kaouther Ben Hania esprime nel film come nell’arte si è indeboliti e manipolati. Questa confusa sensazione di fascino e rifiuto si traduce nella scelta deliberata di ritrarre il giovane Sam in modo quasi sensuale. Il regista evoca e coltiva con tatto l’ambivalenza sessuale dell’artista e della moglie Soraya – Monica Bellucci, nei confronti di questo giovane la cui nudità è assolutamente inquietante, in una sofisticata rappresentazione tra arte e cinema.

Adele de Blasi

Author: Adele De Blasi

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