Mine

“Mine” è firmato da Fabio Resinaro e Fabio Guaglione, due registi che si incontrano in un liceo scientifico di San Donato Milanese. Totalmente autodidatti, non si sono mai iscritti ad un corso di cinema, i due cominciano a creare cortometraggi e a farsi un nome, tanto da diventare oggi i registi di una sfida internazionale.

Due soldati americani si trascinano in un deserto mediorientale alla ricerca di un centro abitato in cui potersi rifocillare. Il destino però non è clemente con loro: entrambi finiscono con il piede su due mine antiuomo. Mentre Tommy Madison non sopravvive alla mina, Mike Stevens, un eccellente Armie Hammer, invece riesce a rimanere fermo, senza mai spostare il peso del suo corpo. Il problema è che i soccorsi arriveranno solo dopo due giorni, 48 ore di tempo per sopravvivere o morire.

Presentato come un thriller di guerra “Mine” si scopre essere una complessa e intelligente scatola cinese in cui i generi cinematografici si susseguono l’uno dopo l’altro, riuscendo a spostare l’attenzione verso luoghi sempre più intimi e profondi della psiche umana. D’altronde i registi, attraverso un solo personaggio e la sua situazione al limite della sopravvivenza, vogliono raccontare qualcosa di più profondo. Basta poco perché Mike Stevens diventi, agli occhi dello spettatore, una metafora della condizione umana, sempre alla ricerca della felicità ma intrappolata dal proprio vissuto. Unicamente fronteggiando le ombre e l’oscurità della propria esperienza interiore è possibile “andare avanti” – frase spesso ripetuta dal protagonista – e quindi affrontare anche il luogo meno ospitale del globo, il deserto, sia quello reale sia quello della nostra anima.

ocillare. Il destino però non è clemente con loro: entrambi finiscono con il piede su due mine antiuomo. Mentre Tommy Madison non sopravvive alla mina, Mike Stevens, un eccellente Armie Hammer, invece riesce a rimanere fermo, senza mai spostare il peso del suo corpo. Il problema è che i soccorsi arriveranno solo dopo due giorni, 48 ore di tempo per sopravvivere o morire.

Presentato come un thriller di guerra “Mine” si scopre essere una complessa e intelligente scatola cinese in cui i generi cinematografici si susseguono l’uno dopo l’altro, riuscendo a spostare l’attenzione verso luoghi sempre più intimi e profondi della psiche umana. D’altronde i registi, attraverso un solo personaggio e la sua situazione al limite della sopravvivenza, vogliono raccontare qualcosa di più profondo. Basta poco perché Mike Stevens diventi, agli occhi dello spettatore, una metafora della condizione umana, sempre alla ricerca della felicità ma intrappolata dal proprio vissuto. Unicamente fronteggiando le ombre e l’oscurità della propria esperienza interiore è possibile “andare avanti” – frase spesso ripetuta dal protagonista – e quindi affrontare anche il luogo meno ospitale del globo, il deserto, sia quello reale sia quello della nostra anima.

Micol Koch

DATA USCITA : 6 ottobre 2016
GENERE: Drammatico
REGIA: Fabio Guaglione, Fabio Resinaro.
ATTORI: Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen, Juliet Aubrey, Geoff Bell
DISTRIBUZIONE Eagle Picture
PAESE USA
DURATA . 106 min.

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Author: Adele De Blasi

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