Monica Vitti: Un icona al traguardo dei 90 anni

«Forse sono cambiata. Cambia tutto, perché non dovrei cambiare anche io? Sono una cosa come un’altra». Questo diceva di sé in un’intervista del 1961, agli albori della sua carriera, Maria Luisa Ceciarelli o, meglio ancora, Monica Vitti: così genuinamente simpatica e stupita, l’attrice manifestava con la sua innegabile grazia il peso di un carico sconosciuto e inaspettato, curva davanti alle domande dell’intervistatrice. Tra lacrime e risate, chiome bionde, more o rosse, corte o lunghe, Monica Vitti ha segnato con il suo sguardo felino generazioni di appassionati del cinema. Dalla vivace modestia di questo talento che malcela un’antica romanità, proprio da film, in ogni suo movimento, in ogni sua parola, si svela a noi nella sua immane intelligenza ed autoconsapevolezza.

Ha saputo navigare fra i generi più diversi, accomunati dal bisogno dell’acclamato successo spettatoriale, che molte volte è giunto grazie ad un’unione di forze culminata nella sua figura. Con un inizio in sordina nel mondo del cinema, la vera scoperta arriva grazie a Michelangelo Antonioni, che la accoglie come musa ispiratrice nella sua tetralogia dell’incomunicabilità e per cui è diventata Claudia, poi Valentina, Vittoria e infine Giuliana. Quattro donne che, nella loro profonda diversità, hanno trovato un’attrice che sapesse coglierle e rappresentarle. E dopo l’incomunicabilità è arrivata la comicità, genere fortemente apprezzato dalla Vitti, grande ammiratrice di attori come Petrolini e Totò. Accantona il suo animo romano ne La ragazza con la pistola, il film di Mario Monicelli in cui interpreta Assunta Patanè, una donna siciliana che dal suo paese, così calato in una società patriarcale da cui sembra impossibile riemergere, partirà per la Gran Bretagna.

Qui rinascerà e nella ricerca del rapitore dissoluto Vincenzo, troverà invece l’indipendenza, trasformandosi in ciò che nel suo paese d’origine sarebbe stato sempre temuto. Assunta è la dimostrazione di un viaggio femminista, movimento che a suo tempo la Vitti ha sostenuto. Nel 1971, in un’intervista, Enzo Biagi le ha chiesto «perché si batte per il femminismo?» a cui l’attrice ha risposto ridacchiando «perché forse è ora» e perché nella sua carriera ha voluto dar voce a donne capaci di fare quel passo in più verso il futuro. Con ben trentasei anni di carriera cinematografica sulle spalle e ben cinquantatrè film, Monica Vitti ha varcato la soglia dei novanta anni d’età. Ormai verso la terza età, è però impressa su chilometri e chilometri di pellicola, continuando ad accompagnare chi ha bisogno della sua compagnia

Claudia Amelia

Author: Adele De Blasi

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