Mostra del Cinema di Venezia 76 : The Laundromat

 

Ellen Martin (Meryl Streep) perde suo marito Joe (James Cromwell) a causa di un incidente durante un viaggio in battello su un lago. Quando l’assicurazione le offre un risarcimento risibile, la donna, determinata a sfidare una tale ingiustizia, indagherà sul complicato e assurdo mondo della finanza scoprendo le innumerevoli truffe, società di comodo e attività illecite gestite dalla società di Jürgen Mossack e Ramón Fonseca (Gary Oldman e Antonio Banderas), destinata a essere travolta, nel 2016, dallo scandalo scaturito dalla pubblicazione dei Panama Papers, una serie di dossier che esposero al mondo il metodo attraverso il quale tale società riusciva a nascondere in società offshore decine di miliardi di dollari. Ma quella di Ellen è solo una delle tante storie legate alla Mossack-Fonseca: Matthew Quirk (David Schwimmer) e il Signor Perry, proprietario e capitano del battello dell’incidente, hanno problemi con la loro assicurazione; il Signor Boncamper (Jeffrey Wright), amministratore di una delle società fantasma offshore, viene arrestato, ma è più preoccupato per la sua moglie americana che ha scoperto l’esistenza della sua seconda famiglia; Charles (Nonso Anozie) è costretto a comprare il silenzio di sua figlia quando la ragazza scopre che il padre ha una relazione con la sua migliore amica; un uomo d’affari tedesco (Mattias Schoenaerts) osa troppo durante una trattativa d’affari in oriente.

Grazie al cielo, Soderbergh continua a girare film, nonostante avesse annunciato il suo ritiro anni fa. Questa seconda opera girata per Netflix (dopo il già bellissimo High Flying Bird) è una satira divertente e spietata sul mondo dell’alta finanza, i cui malsani meccanismi ci vengono spiegati e narrati direttamente dai personaggi di Mossack e Fonseca, che, in una serie di siparietti che ricordano gli sketch dei Monty Python, si rivolgono direttamente al pubblico rendendolo partecipi delle malefatte dei miliardari come loro. Agli antipodi, assistiamo all’indagine disperata e alla crisi del personaggio di una Meryl Streep come al solito grandiosa (protagonista di una scena finale da brividi), simbolo del cittadino ordinario che di queste macchinazioni diventa, sempre e comunque, inevitabilmente la vittima.

L’ironia, intelligente e brillante, lascia in molti frangenti spazio a un’amara riflessione sulle dinamiche che governano la nostra società globale dove i ricchi e i corrotti la fanno sempre franca e le persone comuni sono costrette a fare i conti con drammi spesso irrisolvibili. Inevitabile pensare a La Grande Scommessa, film del 2015 sulla crisi finanziaria del 2008, simile nei toni e nella costruzione ma anche meno abile nel rendere umane queste storie di ordinaria follia finanziaria.

Michele Innocenti

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Author: Adele De Blasi

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