Mostra del cinema di Venezia 76 : The Burnt Orange Heresy

Presentato come film di chiusura , fuori concorso, della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica The Burnt Orange Heresy, diretto da Giuseppe Capotondi (La doppia ora), è un thriller dai contorni decisamente particolari, supportato da un cast decisamente rilevante. Il mondo dell’arte e quello della malavita si scontrano nel thriller neo-noir ‘The Burnt Orange Heresy’, ambientato nell’Italia odierna. Il carismatico critico d’arte James Figueras seduce l’affascinante turista Berenice Hollis. I due nuovi innamorati raggiungono la lussuosa proprietà sul Lago di Como del potente collezionista d’arte Cassidy. Questi rivela di essere il mecenate dello schivo Jerome Debney , una sorta di J.D. Salinger del mondo dell’arte, e avanza ai due una strana richiesta: rubare a qualsiasi costo uno dei capolavori di Debney dallo studio dell’artista. Ma appena la coppia inizia a conoscere il leggendario Debney, comprende che nulla di quel personaggio e della loro missione è ciò che sembra.

The Burnt Orange Heresy è l’ennesimo prodotto filmico che riporta in auge quella componente “neo-noir” tanto apprezzata dal pubblico spettatore; avvalendosi di un cast artistico importante ( Donald Sutherland e  Mick Jagger su tutti) Giuseppe Capotondi riversa sul grande schermo un lavoro che mira alla fascinazione, sia sul piano visivo che sul piano narrativo; sedurre con una storia dotata di diverse digressioni, attraverso una fotografia degna di nota.

The Burnt Orange Heresy non è senza dubbio un lavoro impeccabile, ma nonostante ciò, la resa è comunque sufficiente, non solo per il pubblico più convenzionale, ma anche per i “palati” più fini. Il tentativo di Capotondi di miscelare l’arte con la componente thriller –

Alessio Giuffrida

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Autore: Adele De Blasi

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