Mostra del cinema di Venezia 76 : Blanco en blanco

Un dilatato senso di inquietudine accompagna il crudo racconto che il regista Theo Curt fa della conquista del Cile, narrato attraverso lo sguardo di un fotografo, che, in un mondo senza legge e senza morale, lotta per la sopravvivenza documentandone le atrocità e le perversioni. Un protagonista ambiguo, un artista che pone la sua arte al di sopra di ogni legge morale, diventando lo spietato complice della colpa delittuosa dalla quale nascerà una nazione. È la colpa, che permea il tono del film: una colpa bianca, come la pelle dei conquistatori, bianca come la purezza della giovane sposa ritratta e desiderata, bianca come la neve delle Ande, macchiata del sangue innocente dei Selknam.

È una colpa bianca come la luce che il fotografo insegue per impressionare nell’immagine la celebrazione di un atto glorioso, di un desiderio peccaminoso, di un macabro delitto. Blanco en blanco è un tagliente racconto in cui si mettono a nudo le atroci responsabilità di un popolo nato dal peccato, e allo stesso tempo in cui la passiva complicità del documentarista si fa strumento ideale per il disvelamento della natura malata e perversa che si nasconde dietro alla sopraffazione e alla conquista.

Giulio Francesco Marini

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Autore: Adele De Blasi

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