L’Avana, dicembre 1990. René González, pilota di linea cubano, ruba un aereo e fugge dal Paese, lasciando moglie e figlia. Comincia una nuova vita a Miami, presto raggiunto da altri dissidenti cubani, tutti impegnati nella destabilizzazione del regime di Castro.
Questo è il pensiero del regista sul suo film Wasp Network,”Basato su una storia vera.La politica, come Shakespeare scrisse a proposito della vita, è un racconto narrato da uno stolto, pieno di rumore e furore, che non significa nulla. Ma è di questa passione che gli uomini vivono. E muoiono. I conflitti della Guerra Fredda hanno definito la mia generazione e delineato i contorni del presente. Le ceneri sono ancora accese e ci si può facilmente bruciare. Tuttavia, mi pare che oggi la distanza storica permetta di discuterne. Non certo con distacco, ma con la libertà e il rigore di un’analisi magnanima, seppur prudente. Senza farsi ingannare dalle maschere dell’ideologia. Mi interessa la storia moderna vista attraverso la lente della sua umanità, per come rivela nei suoi attori l’intima verità che definisce le azioni, la fede e gli errori. C’è un motivo per cui facciamo ciò che facciamo? Chi può essere giudice? Trascinati dalla ruota della storia, preda di demoni e illusioni, ma anche vittime di entrambi, gli attori nel dramma della politica sono nostri fratelli, così come noi siamo loro complici.”
La lavorazione del film si è svolta in un grande clima di tensione politica tra Cuba e gli Stati Uniti, nel tournage il regista si è spinto in luoghi mai utilizzati come location di film. Il regista sottolinea la posizione degli Stati Uniti che arrestano le spie cubane e non quelle americane. Assayas non giudica ma resta totalmente imparziale raccontando la storia e i suoi protagonisti, grandi interpreti una splendida Penelope Cruz moglie cubana abbandonata dal marito che fugge negli Usa e il magnifico Edgar Ramirez nel ruolo del pilota cubano. Il regista ritorna al thriller e a una spy story dignitosa che non lascia alcun segno in laguna.