Mostra del cinema di Venezia 76 : Ad Astra

Roy McBride (Brad Pitt) è un astronauta di grande esperienza in un futuro nel quale l’Uomo, spinto dai conflitti e dalle crisi sulla Terra, ha portato avanti numerose campagne di colonizzazione ed esplorazione spaziale in cerca di altre forme di vita intelligente. Roy cerca costantemente di vivere la propria vita, sia professionale che privata, con il massimo distacco, cercando sempre di mantenere il più totale controllo fisico e psicologico, nonostante nel suo passato abbia subito traumi come la perdita della madre, la separazione dalla moglie Eve (Liv Tyler) e, soprattutto, la perdita del padre, Clifford McBride (Tommy Lee Jones), considerato il più grande astronauta della storia, scomparso mentre era al comando del Progetto Lima, una missione di esplorazione spaziale. Quando la NASA capta quello che potrebbe essere un segnale dallo spazio che dimostrerebbe che il padre di Roy sia ancora vivo, l’uomo affronterà un pericoloso viaggio che lo porterà a esplorare l’universo fino al pianeta Nettuno, in cerca del padre e di una tranquillità interiore fino a quel momento soltanto seppellita sotto il suo senso di responsabilità.

Si apre con un’inquadratura identica a quella del finale di 2001 di Kubrick quella che si può definire una vera e propria nuova “odissea nello spazio” cinematografica che il regista James Gray porta sullo schermo, forse non brillando in fase di scrittura ma esaltando con una messa in scena straordinaria e un utilizzo incredibilmente fotorealistico degli effetti speciali tutti quelli che sono i temi portanti del suo cinema: il viaggio dell’astronauta protagonista lo spingerà nello spazio più profondo, ma è chiaro fin da subito che gli ostacoli più grandi che Roy dovrà affrontare saranno quelli interiori. Fantascienza iper classica gestita in maniera elegante e intelligente da uno dei migliori registi in circolazione, in grado, anche raccontando una grande avventura spaziale, di riflettere sulla natura umana, l’ossessione e il rischio di perdersi in essa.

Michele Innocenti

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Author: Adele De Blasi

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