Mostra del cinema di Venezia 76 : All this Victory

Ahmad Ghossein mette in scena una vicenda chiusa e claustrofobica, che attraverso un sapiente uso del fuoricampo assoluto ci fa letteralmente sentire le opprimenti conseguenze della guerra sui cittadini libanesi.

È quì il suono che fa da protagonista: passi minacciosi, esplosioni, il rumore assordante degli elicotteri, improvvisi colpi di mortai ed armi da fuoco alimentano un incessante allarmismo e la frenetica ricerca dei personaggi di occultarsi da un nemico che non è mai mostrato. Una scelta che fa della nostra immaginazione il filo conduttore fra la vista e l’udito, lasciandoci in balìa della stessa paura che ha colpito Beirut nel 2006.

Non usciamo mai dalla casa dove i 5 personaggi si sono incontrati, siamo al rifugio con loro, in costante ricerca di respiro dall’assediante percezione del nemico. Ahmad Ghossein si concentra proprio sulla figura del nemico, che pur terrorizzando e minacciando, trova successivamente modo di manifestarsi nella propria umanità, nella propria umana vicinanza, ingiustamente offuscata dalla paura dell’altro.

Un film che, attraverso un pungente simbolismo, propone una riflessione amara su di un conflitto non necessario, sull’insensatezza di un odio fratricida che adombra il riconoscimento di fraternità fra i due popoli.

Giulio Francesco Marini

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Autore: Adele De Blasi

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