Jayden (Allius Barnes) è un giovane che ha deciso di girare un documentario sull’uccisione del figlio dell’ex marine Lincoln Jefferson (Nate Parker) da parte di un poliziotto, Mike Randall (Beau Knapp). Quando, a seguito del processo, il tribunale fa cadere tutte le accuse contro Randall, Lincoln, con l’aiuto di parenti e ex compagni Marines, decide di fare irruzione alla centrale di polizia, di prendere in ostaggio l’assassino di suo figlio e alcuni suoi colleghi, tra cui l’agente Dominic Reyes (Theo Rossi), e di sottoporre Randall a un processo con una giuria composta da criminali in arresto e persone comuni che si trovavano all’interno della centrale. Il tutto davanti all’obiettivo delle telecamere di Jayden e la sua piccola troupe. Ne scaturirà un confronto umano e ideologico che cambierà le vite di tutti quelli coinvolti.
Dopo La Nascita Di Una Nazione, Nate Parker, dopo un periodo tribolato sia a livello professionale che personale, torna a dirigere, scrivere e recitare come protagonista di un film dalla forte matrice politica. Ispirandosi a capolavori come Quel Pomeriggio Di Un Giorno Da Cani e La Parola Ai Giurati, Parker chiude il protagonista gli altri personaggi all’interno di uno spazio chiuso, in una situazione estrema, nel quale saranno costretti a scontrarsi e confrontarsi su tematiche fondamentali della storia (passata e contemporanea) degli Stati Uniti: razzismo, intolleranza e abuso di potere da parte delle forze dell’ordine. Come nel suo primo film, è palese che Parker senta l’urgenza di raccontare storie di ribellione che possano puntare i riflettori su questi argomenti, e riesce a farlo grazie a un thriller teso e fortemente emotivo raccontato intelligentemente, attraverso riprese sia diegetiche che extradiegetiche, sottolineando, grazie al personaggio del giovane documentarista, il valore e l’importanza di raccontare e documentare storie private come quella qui raccontata, così da creare una coscienza collettiva più consapevole. Un chiaro riferimento alla responsabilità del Cinema verso il suo ruolo di arte popolare in grado di suscitare riflessioni e prese di coscienza. Un ottimo film di denuncia, una possibilità di rilancio per il suo autore.
Michele Innocenti