Robert Guédiguian partecipa in concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia con Gloria Mundi, commedia dolceamara ambientata a Marsiglia e volta a raccontare le varie vicissitudini di una famiglia disfunzionale nella Francia dei nostri giorni. Servendosi dell’interpretazione di attori a lui fedelissimi come Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin e Gérard Meylan, il regista francese parte da un evento lieto, la nascita di una bambina, per esplorare le sofferenze e i segreti di una famiglia in difficoltà, vittima e prodotto di una società malata, completamente incapace oggi di garantire la necessaria dignità ai suoi cittadini.
Questo almeno è quello che Guédiguian prova ad affermare in questo modesto film, che uno dopo l’altro affronta con sciatto didascalismo i grandi temi sociali che affliggono la Francia e più in generale tutta l’Europa odierna. Dallo sciopero dei lavoratori sottopagati alla questione dell’integrazione islamica, passando per le difficoltà economiche di una giovane coppia sposata e il complicato reinserimento in comunità di un uomo appena uscito dal carcere, Gloria Mundi non si lascia sfuggire nulla per prendere la patente di film progressista e popolare, dimenticandosi però di sorreggersi su una forma cinematografica che sia lontanamente espressiva o rilevante dal punto di vista artistico. Tutto si perde in una comicità inefficace e in una tragedia inverosimile, volgari nei toni e nella scrittura e non aiutate da una sceneggiatura grottesca per quanto esageratamente sguaiata.
Guédiguian vorrebbe farsi autore di un irriverente affresco lirico del contemporaneo, ma si dimostra vecchio anni luce per originalità e messa in scena.
La redazione