Mostra del Cinema di Venezia 76 : Seberg

Alla fine degli anni Sessanta, Jean Seberg (Kristen Stewart), attrice americana di grande fama in Francia, come attrice beniamina della Nouvelle Vague, si reca negli Stati Uniti per lavoro e, durante il viaggio in aereo, conosce l’attivista Hakim Jamal (Anthony Mackie), affiliato alle Pantere Nere. Sensibile alle tematiche sociali e alle lotte per i diritti civili, Jean inizierà a finanziare la causa delle Pantere, finendo nel mirino dell’FBI: tramite il COINTELPRO, un programma di sorveglianza illegale fortemente voluto da J. Edgar Hoover, gli agenti Carl Kowalski (Vince Vaughn) e Jack Solomon (Jack O’Connell) cominceranno a spiarla cercando di screditarla e rovinarla, con conseguenze drammatiche per l’attrice e le persone a lei care, al punto da portare Solomon a dubitare della moralità dell’operato dell’FBI.

Basato su fatti realmente accaduti, sospeso tra classico biopic, affresco di un’epoca e film di denuncia, Seberg si articola come un thriller politico in grado di raccontare i turbamenti, i cambiamenti e la violenza di un momento fondamentale del XX Secolo. La Seberg, della quale si racconta parte della carriera, viene dipinta come una figura pubblica incapace, nonostante la sua determinazione e la sua forza di volontà, di ricoprire il ruolo di eroina popolare in grado di smuovere l’opinione pubblica che gli altri si aspettano che sia, rimanendo schiacciata dalle violenze perpetrate dalle agenzie governative, subendo un vero e proprio martirio che la segnerà per il resto della sua (breve) vita, trasformandola in una figura tragica accostabile alla Giovanna D’Arco che aveva interpretato per Otto Preminger. Con una performance magnetica, la Stewart trascina un film dalla costruzione essenziale in grado, comunque, di far riflettere ed emozionare.

Michele Innocenti

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Author: Adele De Blasi

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