Mostra del cinema di Venezia 76 : The Painted Bird

The Painted bird è un film coraggioso e ambizioso, che come nel ricordo del più celebre Và e vedi di Elem Klimov, fa suo il linguaggio di una ostentata e cruda violenza nel raccontare il lungo ed estenuante viaggio attraverso la capacità di sopportazione umana. Uno sguardo cinico quanto verosimile accompagna il percorso di sfiducia che il regista traccia nei confronti della fratellanza umana, senza lasciare nemmeno una speranza di redenzione per le vittime degli orrori scatenati dalla guerra.

Una guerra che ci viene mostrata in tutto il suo potere giustificatorio, come se ogni suo atto di disumanizzante e bestiale istinto di prevaricazione fosse lecita conseguenza del suo manifestarsi. Ognuno di quegli atti è visto e vissuto attraverso gli occhi impassibili di un bambino: scelta questa che rende la fruizione straniante, a tal punto che il film sembra mirare all’accettazione di una violenza quotidiana, all’accettazione della nostra natura animalesca. Nella vicenda di Marhoul l’uomo è al pari dell’animale, in una raffigurazione che potrebbe varcare il limite del sopportabile, del plausibile, del rappresentabile. Però viene da chiederci: non è forse stata proprio la guerra, nella storia dell’uomo, ad aver sempre varcato il limite che ci contraddistingue e ci separa dalla deriva bestiale?

The Painted bird ci immerge in un’esperienza totalizzante e sconvolgente, che ci avvicina a comprendere l’importanza del senso del limite e delle atroci conseguenze che possono scatenarsi con il suo superamento. Un’amara testimonianza delle reali potenzialità umane.

Giulio Francesco Marini

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Autore: Adele De Blasi

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