About Endlessness ( titolo originale Om det oändliga ) è l’ultimo film diretto dal celebre regista svedese Roy Andersson, già presente diversi anni fa, alla mostra d’arte cinematografica di Venezia dove vinse il Leone d’oro per Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza. Anche per questa 76a edizione, il film del regista svedese è in concorso. Una suadente sovrapposizione poetica di quadri che catturano momenti di vita; alcuni dei personaggi ritratti sono Adolf Hitler, una direttrice marketing, una donna che ama lo champagne ed un prete. La grottesca narrazione è guidata dalla sincopata voce di una donna, una sorta di Scheherazade (riconducibile alle Mille e una notte) che racconta la storia dell’umanità invitando gli spettatori a riflettere sulla preziosità e sulla bellezza della nostra esistenza.
Anche con questo film, Andersson invita ad una capillare riflessione, parafrasandone l’aspetto ancestrale, scena dopo scena; About Endlessness – sulla falsa riga dei suoi predecessori – seduce il pubblico spettatore con il solito “ricamo stilistico” – imponente il lavoro di messa in scena – presentando una storia particolare sulla beltà e la preziosità della vita. L’inaudita voglia di sbalordire ma di far riflettere di Roy Andersson è l’elemento più rappresentativo del film; non è nuovo a questa sua voglia di “esprimere ed intendere” il cinema. About Endlessness è la degna prosecuzione di una lunga storia sull’esistenza raccontata dallo stesso regista svedese. Ovviamente il prodotto filmico, un po’ come i predecessori, non risulta fruibile per tutto il pubblico, ma per i puristi della settima arte, rappresenta senza dubbio, l’ennesima perla cinematografica di un regista, che a modo suo, fa sempre parlare di sé. About Endlessness, fra il grottesco e il riflessivo, riesce scientemente a “descrivere” , il miracolo dell’esistenza.
Alessio Giuffrida