Mostra del cinema di Venezia: Capri Revolution

Capri Revolution è un mix intrigante di passato e presente che si fondono in grande armonia, ci si interroga sulla funzione dell’arte, della cultura, sulla medicina, sulla libertà e sul ruolo dell’amore. Mario Martone arriva a Venezia per cocludere la trilogia iniziata con Noi credevamo, per poi passare a Il giovane favoloso e infine Capri Revolution. Una storia antica ma allo stesso tempo moderna, una giovane capraia Lucia porta al pascolo le sue capre in una natura selvaggia, qui casualmente si imbatte in una comunità naturista il cui capo è Seybu un pittore, il gruppo si è istallato nell’isola praticando la pittura, la danza e il nudismo come espressione di totale libertà.

Lucia volgerà lo sguardo al nuovo e i suoi orizzonti si apriranno fino a un percorso di crescita culturale e di affermazione del proprio essere donna libera ed emancipata. Il regista coglie l’ispirazione dai quadri di Diefenbach e fa sua la cultura di questa comune vegetariana, antimilitarista e naturista. La capraia scoprirà in questo scorcio di terra aspro altre realtà, la comune con i suoi riti in contrasto con un medico condotto socialista che vorrebbe sdoganarla dall’ignoranza facendola diventare un’infermiera. Martone non rinuncia al suo punto di forza la teatralità con immagini che incornicia in scene di danza coreografate da Raffaella Giordano, musiche avvolgenti di Sacha Ring. Una fotografia splendida per un film degno di un grande autore che cattura lo spettatore in ogni fotogramma con immagini uscite da un quadro, una sceneggiatura scritta con sua moglie Ippolita di Maio che incanta e che pone al centro della storia Capri simbolo del mondo.

Adele de Blasi

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Autore: Adele De Blasi

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