Mostra del Festival di Venezia 76 : Woman

Il primo piano su sfondo nero di una persona che si rivolge alla macchina da presa non è senz’altro una tecnica innovativa nella storia del cinema. La si usa per favorire l’immersione di chi guarda rispetto a ciò che si racconta, assicurandosi la sua empatia e catturando la sua attenzione. Se però i primi piani sono quelli di decine di donne di oltre 50 nazionalità diverse, aventi etnie e culture totalmente differenti, e le parole che queste rivolgono alla telecamera riguardano temi come il sesso, il matrimonio, la maternità, il ruolo della donna nelle varie società contemporanee, i desideri femministi e le violenze subite, il risultato “rischia” di essere quello registrato l’altro giorno a Venezia, dopo la proiezione al pubblico di Woman: tanta commozione e lunghi minuti di standing ovation.

Anastasia Mikova e Yann Arthus-Bertrarnd sono i registi di questa bellissima testimonianza collettiva, necessaria per dar voce ad alcune istanze del femminile costantemente urgenti di ascolto e sempre più bisognose di essere rispettate, sostenute e accolte. È un’umanità varia ed emozionante quella che si confessa davanti allo sguardo delicato dei due autori, un’umanità traboccante gioia e tristezza, coraggiosa nel mettere a nudo le proprie ferite e forte della travolgente convinzione di poter cambiare il mondo attraverso la condivisione di storie, il racconto crudo ed essenziale dei propri drammi, la strenua lotta di liberazione dal ruolo imposto e la rivoluzionaria solidarietà che unisce e rende difficili da sottomettere.

Con Woman, presentato fuori concorso alla 76ª Mostra del Cinema di Venezia, si piange e si ride in un solo battito, commossi e affascinati da parole preziose come diamanti e pesanti come pietre. Dalle donne al mondo, un messaggio che non smette mai di essere capitale.

La redazione

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Author: Adele De Blasi

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