NETFLIX : High Flying Bird – dreamingcinema.it

 

 

I rappresentanti dei giocatori e gli organizzatori del campionato della NBA non riescono a scendere a patti economici, così il campionato è in una situazione di “lockout”: in mancanza di contratti, i dirigenti e gli allenatori non possono contattare direttamente i loro giocatori e nessuno riceve il proprio stipendio. Ray Burke (André Holland), agente di giocatori per conto di una compagnia in forte difficoltà economica, ha puntato tutto sul giovane Erick Scott (Melvin Gregg), ma il ragazzo si ritrova in una situazione scomoda dopo aver accettato un prestito per superare il momento di crisi. Pressato dal suo capo David Starr (Zachary Quinto), e grazie all’aiuto della sua giovane assistente Sam (Zazie  Beetz) e del suo mentore Spence (Bill Duke), Burke cercherà di sfruttare la crisi del campionato per portare a termine un affare che nessuno, tranne lui, ha fiutato.

Dieci anni fa, il film Moneyball fu cancellato a pochi giorni dall’inizio delle riprese. Avrebbe dovuto dirigerlo Steven Soderbergh. Fu invece portato sugli schermi, circa due anni dopo, da Bennett Miller. Oggi, Soderbergh ci regala un film acuto e brillante che ha molti punti in comune con la pellicola che non ebbe mai la possibilità di girare: al centro di Moneyball c’era il mondo del baseball, mentre in High Flying Bird è il dietro le quinte del campionato di basket della NBA a essere protagonista. Nel film di Miller il protagonista è il general manager di una squadra in cerca di successo, mentre nel film originale di Netflix seguiamo le mille peripezie di un procuratore sportivo che cerca di salvarsi la carriera. Ma, al contrario del più classico Moneyball, High Flying Bird parte dal mondo sportivo per compiere una riflessione più ampia sulla decadenza dei valori morali e sociali che, in passato, hanno reso grande l’America e la sua economia, riflettendo inoltre sulle nuove e assurde dinamiche di mercato che coinvolgono i social media e le nuove tecnologie che portano a snaturare lo sport e a vedere i giovani giocatori (nel film, scritto dall’afro-americano Tarell Alvin McCraney, già premio Oscar per la sceneggiatura di Moonlight, si fa un forte parallelo tra la schiavitù e lo sfruttamento dei giocatori di colore) come mera merce da cui trarre profitto.

Una dark comedy brillante e spietata, conferma che Soderbergh, che anni fa annunciò il suo ritiro dalla regia, ha, invece, ancora voglia di stupire il pubblico. Come il precedente Unsane, il regista ha deciso di girare il film soltanto con cellulari iPhone, creando una qualità visiva bizzarra ma affascinante

Michele Innocenti

Author: Adele De Blasi

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