NETFLIX :Conversazioni con un killer – Il Caso Bundy

 

Partendo dalle interviste registrate dai giornalisti Stepehen Michaud e Hugh Aynesworth nel braccio della morte, le quattro puntate che formano la miniserie raccontano l’incredibile storia di Ted Bundy: da un’infanzia e un’adolescenza apparentemente normali, al suo desiderio giovanile di diventare un avvocato di successo, dalla militanza politica fino al rivelamento della sua natura di serial killer di giovani donne indifese, e da lì alle mille peripezie passate per cercare di sfuggire alla legge in diversi stati americani nel corso degli Anni Settanta. Negli ultimi anni Netflix ha investito molto sul genere “Real Crime”, sfornando una serie di prodotti di stampo documentaristico (solitamente a episodi) che si sono rivelati, oltre che degli ottimi prodotti audiovisivi, vere galline dalle uova d’oro in termini di riscontro di pubblico e risalto mediatico: dal titolo principe, Making A Murderer, di cui sono state prodotte per ora due stagioni, a The Keeper e The Staircase.

Conversazioni con un Killer affronta sicuramente un caso ben più noto e facente parte della cultura di massa dei titoli sopra citati, e cerca, quindi, di non raccontare soltanto la storia di Ted Bundy, ma anche e soprattutto la storia del paese in cui egli nacque, crebbe e perpetrò i suoi crimini. Un paese che, dopo la pace apparente del dopoguerra, iniziò a subìre un disintegramento sociale dovuto alle rivoluzioni culturali, alla Guerra del Vietnam, alla presidenza Nixon e all’impoverimento di larga parte dei ceti medio-bassi delle realtà urbane americane. Certo è che, pur tenendo conto della realtà in cui Bundy commise i suoi efferati crimini, la sua storia, tutt’oggi, risulta inquietante, incredibile e assurda, rendendo questo documentario appassionante e coinvolgente come soltanto i migliori thriller sanno essere.

Il regista, Joe Berlinger, ha da poco terminato le riprese di un film per il cinema su Bundy con protagonista Zac Efron. Sarà molto curioso vedere come egli affronterà l’argomento utilizzando il medium cinematografico, così simile ma anche drasticamente diverso dal linguaggio documentaristico.

Michele Innocenti

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Author: Adele De Blasi

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