NETFLIX: la vita davanti a se – Film (2020) – dreamingcinema.it

L’anziana Madame Rosa (Sophia Loren) si mantiene ospitando bambini (per lo più figli d prostitute) nel suo piccolo appartamento nel quartiere ebreo di Bari. Un giorno, per fare un favore al vicino di casa, il dottor Cohen (Renato Carpentieri), Rosa accetta di ospitare Momò (Ibrahima Gueye), bambino orfano di origini senegalesi che vive di furti occasionali e spaccio. All’inizio la convivenza non è delle più semplici vista l’incompatibilità di caratteri, ma pian piano tra i due nasce una profonda amicizia che cambierà per sempre la vita di entrambi.

Tratto dall’omonimo romanzo di Romain Gary, La vita davanti a sé è una storia a metà tra il racconto di formazione e il melò che ruota attorno personaggi emarginati e soli che pur non avendo nulla in comune imparano a comprendersi e a riconoscersi nelle rispettive solitudini e speranze. Ma è soprattutto sulla figura di questa donna burbera e dal cuore d’oro che il regista Edoardo Ponte sembra concentrarsi maggiormente: un personaggio praticamente cucito addosso alla madre Sophia Loren, perfetta con quel volto segnato dal tempo e dalla vita; un ruolo non troppo dissimile da quelli che l’hanno resa una diva amata in tutto il mondo (e che potrebbe regalarle una candidatura ai prossimi Oscar).

Paradossalmente la scelta di trasformare questo personaggio nel polo attrattivo del film, assecondando una narrazione classica (per non dire vecchia nell’impostazione), finisce per far perdere forza al risultato finale. Dunque un titolo che coinvolge ma che nel parlare delle tragedie di ieri (l’Olocausto) e di oggi (l’immigrazione), di distanza generazionale, delinquenza e di riscatto, invitando alla fratellanza e all’incontro tra culture, resta troppo in superficie e lontana da riflessioni sulla realtà contemporanea.

Laura Sciarretta

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Autore: Adele De Blasi

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