Fuori Orario su RAIPLAY – CHANT D’HIVER di Otar Iosseliani

La passione per la settima arte non si ferma mai.
La pandemia ci tiene rinchiusi nelle nostre quattro mura, strette o larghe o in piano americano che siano, e per fortuna, sono tanti i film che arrivano a noi, forse ancor più di quando bisognava andare al cinema o addirittura accreditarsi nei festival per trovarsi davanti ad opere di rara bellezza. Come nelle ormai consuete e ben conosciute forme dei “cinema casalinghi”, oggi sui nostri schermi più vari possiamo godere di una grande quantità di ottimi film. Tra le varie piattaforme pubbliche, gratis e disponibili tutti i giorni a tutte le ore c’è RAI PLAY, dove in particolare si consigliano tutti i film della collezione degli introvabili film delle “notti di Fuori Orario”, il celebre programma curato da Enrico Ghezzi che va in onda in su Rai 3 dal 1988.

Chant d’Hiver di Otar Iosseliani è assolutamente consigliato a tutto il pubblico, forse ancor più a coloro che amano i tecnicismi e le poetiche dell’estetica cinematografica. Il regista georgiano naturalizzato francese ha vinto per ben tre volte il Leone d’argento al Festival di Venezia, e nel 2002 anche il Leone d’oro alla Berlinale.
Chant d’Hiver uscì nel 2015 ed è, ad oggi, il suo ultimo film. Di produzione francese, come la maggior parte dei suoi film dopo il 1982, quando si trasferisce in Francia a causa dei problemi di censura e di distribuzione nell’allora Unione Sovietica, è stato presentato in concorso al 68° Festival di Locarno.

La trama di questa allegoria storica del film corale slapstick in chiave comico-grottesca, che molto ricorda le trame caotiche e “incasinate” (come la vita) dei film di Jaques Tati, è quasi impossibile da spiegare. Ad esempio, tutto comincia nel bel mezzo della cerimonia di decapitazione di un visconte nel periodo del Regime del terrore durante la Rivoluzione Francese, ma nell’attimo dopo siamo catapultati tra due fazioni che sparandosi a vicenda in modo surreale cadono uccisi.  Ci ritroviamo poi tra le strade trafficate di Parigi, in cui una gang di pattinatrici rubano cappelli e portafogli ai malcapitati, dove i poveri barboni vengono spiaccicati dai rulli compressori che spianano l’asfalto, mentre due guardoni spiano i vicini col binocolo, forse gli unici personaggi che ci aiutano a capire cosa stia succedendo in questa surrealtà.

La guerra è la cosa più stupida dell’umanità, o è l’umanità che stupida si fa e si organizza le sue guerre? Chant d’Hiver fa ridere e piangere, e prendendo in giro il nostro mondo con drammaticità, si trasforma in un’enorme satira dell’amore che, felicemente onnipresente, lascia sempre quel briciolo di speranza ad uno spettatore disattento che, indifferente divora gelati davanti alla distruzione e alla povertà che affligge silenziosa la nostra realtà contemporanea.

Edoardo Mariani

 

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Autore: Adele De Blasi

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