Opera prima scritta e diretta da Giuseppe Ferlito, “Presto farà giorno” è una storia dura e commovente, costruita sulla solitudine dei personaggi, dove il regista non da alcun giudizio. Ami Codovini, al suo debutto come protagonista, si distingue per la naturalezza e la grazia con cui affida alla macchina da presa un personaggio dalla personalità complessa, e destinata ad evolversi attraverso il confronto che ad un certo punto la porterà a raffrontarsi con le patologie delle creature bizzarre presenti nella clinica.
Mary infatti, pervasa da una forte inquietudine, grazie a questa esperienza riuscirà a ritrovare la madre, una grande Chiara Caselli, da troppo tempo lontana dallo schermo. La Caselli da vita a una madre sola, che lavora e si occupa della figlia. Nel tram tram quotidiano non è stata in grado di cogliere il cambiamento della ragazza che guarda sempre con gli stessi occhi. Il suo sguardo triste è un grido di aiuto, vuole recuperare a ogni costo il rapporto madre-figlia con l’amore. Mary farà un percorso di crescita che compirà con l’aiuto di Nina, anoressica, allo stato terminale che sarà per Mary una madre surrogata che l’aiuterà a capire e a uscire dal tunnel, in uno scambio di affetto e comprensione che diventerà complicità quando, Mary con l’aiuto della madre riuscirà a far uscire di nascosto l’infelice amica, portandola su una pista di pattinaggio per ritrovare l’amore del padre ormai morto. A completare il quadro è quindi Loris, il fidanzato di Mary condizionato da un infanzia difficile, resa ancor più problematica da una serie di amicizie sbagliate che lo porteranno ad un percorso di redenzione lungo e difficile.
Molti sono i sentimenti esplorati: l’amore , l’amicizia e il tradimento, rappresentato dalla scelta di Ludovico(Ludovico Fremont, ormai sdoganato dai Caesaroni), un infiltrato che porterà Loris in prigione combattuto tra amicizia e dovere. “Presto sarà giorno” è un film coraggioso, schietto, senza falsi perbenismi, uno spaccato di vita. Ben girato, con una scrittura asciutta ed efficace, ed interpretato da attori giovani e bravi, che caratterizzano bene i personaggi, anche se il regista poteva osare di più con il personaggio di Loris che nella veste di futuro boss della droga ha poca grinta. Una storia dura, di destini che si incrociano, fatta di tante fragilità, drammatica ma anche positiva perché da ogni fallimento ci si può rialzare.
