PPZ – Pride and Prejudice and Zombie

Scritto e diretto da Burr Steers, e basato sull’omonimo best seller di Seth Grahame-Smith, “PPZ – Pride and Prejudice and Zombie” è una peculiare rivisitazione del classico di Jane Austen. Una misteriosa epidemia si è abbattuta sull’Inghilterra vittoriana. Il paese è invaso dai non morti che, sempre più famelici e selvaggi, rischiano di contagiare tutta la popolazione. In questo orribile scenario fanno la loro comparsa le sorelle Bennet, trasformate per l’occasione in eroine tutte pizzi e coltelli, che combatteranno al fianco di Mr. Darcy e del giovane Bingley per liberare il paese dalla terribile minaccia zombie.

A quanto pare Hollywood proprio non vuole perdere il vizio del remake e, anzi, rincara ben volentieri la dose. L’artefice, questa volta, è nientemeno che Natalie Portman, produttrice entusiasta della pellicola. Ovviamente si tratta di una ghiotta occasione di guadagno: sfruttare la corrente così à la mode del gotico e intrecciarla a un classico immortale della letteratura, tornato oltretutto in auge proprio grazie a questo nuovo e aureo filone (basti pensare a come “Twilight” menzioni diverse opere di scrittici inglesi del XVIII e del XIX secolo, facendone immediatamente impennare le vendite in libreria) è indubbiamente una scelta vincente. Il problema è che si tratta anche di una scelta molto facile, fin troppo facile. Una scelta che pone un dilemma. È davvero necessario per realizzare un buon prodotto, che, ça va sans dire, abbia anche dei discreti risultati al botteghino, dover ricorrere agli argomenti più in voga del momento?

A quanto pare la risposta per Burr Steers e Natalie Potman è affermativa. Non fraintendiamoci, il film è buono. Gli attori, tra cui spiccano Lily James, Sam Riley, Bella Heathcote e Douglas Booth (sarà un caso che il cast sia formato dagli attuali idoli dei giovanissimi?) sono credibili, se non notevoli. Le innumerevoli scene di arti marziali sono ben coreografate e decisamente piacevoli. La sceneggiatura è fresca e ironica, se si esclude la brutta abitudine di mescolare intere citazioni di Jane Austen con la teoria zombie. Ed effettivamente i non morti, più che essere l’elemento aggregante della trama, sono un ingrediente che conferisce humor e divertissement all’andamento della storia.
Perché dunque criticare un prodotto in fin dei conti ben riuscito? Semplice. Perché, a conti fatti, questo film non crea un gusto, non aggiunge nulla: si limita a ripropone una moda inventata da altri.

Micol Koch

Column #1
DATA USCITA : 4 febbraio 2016
GENERE: Horror
REGIA: Burr Steers.
ATTORI: Lily James, Sam Riley, Jack Huston, Douglas Booth, Bella Heathcote.
DISTRIBUZIONE M2 Pictures
PAESE: Usa
DURATA: 102 min.
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Author: Adele De Blasi

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