Shut in

La psicologa infantile Mary (Naomi Watts) vive in una casa isolata alle soglie di un bosco. Accanto alla casa c’è il suo studio, necessità impostale dalla paralisi del figliastro Stephen (Charlie Heaton), rimasto in condizioni critiche dopo un incidente che non ha risparmiato invece il marito della psicologa. Le giornate passano subissate dalla routine dell’accudimento e del lavoro, ma, un giorno, un piccolo paziente sordo sparirà, perseguitando i sogni (o la realtà?) di Mary, rinchiudendola in un circolo allucinogeno con colpo di scena nel prefinale.

Shut in ci viene venduto come un thriller psicologico, ma niente potrebbe essere meno vero. Difatti il film rientra a tuttotondo nel genere horror, accatastandosi però nella moltitudine di prodotti portati avanti approssimativamente, senza un registro solido e carico di incoerenza.

Preoccupazione primaria della sceneggiatrice Christina Hodson era evitare di dare in mano il plot ad un regista che ne avesse fatto il solito susseguirsi di “colpi di paura”, tenendo piuttosto a porre l’accento sull’intrigo psicologico alla base della relazione tra i protagonisti. Per questo motivo è stato scelto l’inglese Farren Blackburn. Proprio la sua vena minimalista (che forse è sinonimo di british?) aveva convinto i produttori a dargli le redini del film. Il risultato finale però sembra agli antipodi delle premesse: una regia carica di vari effetti macchina (camera a braccio alternata a lente carrellate o panoramiche, caricate ancor più da una fotografia sui toni scuri, ansiogena, profonda e talvolta lavorata con effettistica speciale invadente) trascina a forza una sceneggiatura che si perde completamente dietro al meccanismo di suspance e salti sulla poltrona, in un susseguirsi sfiancante che ci nega qualsiasi approfondimento psicologico. Tutta la fase finale del film conseguentemente scricchiola sia per l’assenza delle premesse che non sono state gettate in precedenza, sia per una deriva delirante che il volto dello svelato “antagonista” non fa altro che rendere maggiormente ridicola. A peggiorar le cose i toni horror nel finale vengono smorzati, quasi a volerci ricordare che stiamo assistendo ad altro, almeno nelle volontà, ma il danno è fatto, e il mezzo passo indietro stilistico annebbia ancora di più un prodotto che non è né carne, né pesce, né qualsiasi altra cosa possa darci sollievo fisico o morale.

Joel Baldo

DATA USCITA : 7 dicembre 2016
GENERE: Drammatico
REGIA: Farren Blackburn
ATTORI: Naomi Watts, Oliver Platt, Charlie Heaton, David Cubitt, Jacob Tremblay
DISTRIBUZIONE Notorius Pictures
PAESE USA
DURATA .91 min

shut-in_voltageooooo

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Author: Adele De Blasi

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