Il festival apre la manifestazione con Soap Opera di Alessandro Genovesi, si celebra quest importante momento con un ritorno alle origini: la commedia. Soap Opera nasce da un testo teatrale scritto dal regista, mai andato in scena, poi riadattato per il cinema. In una palazzina di una città italiana imprecisata, vivono bizzarri inquilini, un micro cosmo di personaggi variegati e surreali. Gli appartamenti danno colore e calore alla storia, sono luoghi dove tutti vorrebbero abitare, c’è una finta neve fatta di ovatta che avvolge la città, tutto è finzione
Il regista esce da binari consolidati dandoci una storia diversa, fuori dagli schemi, provocatoria, ironica, assurda in cui l’amore assume toni melò, infatti crea un grande contenitore dove miscela la commedia, al melò e al noir. Tutto comincia con il suicidio di uno degli inquilini, da questo parte un intreccio di storie, gravidanze, amori ritrovati, amori che nascono, bugie scoperte, molti colpi di scena. Lo stile recitativo è veritiero, questo si contrappone alla finzione scenografica dove tutto è ovattato. Un film corale con un eccellente cast che va da Fabio de Luigi a Cristiana Capotondi, Ricky Menphis, Chiara Francini, Ale e Franz e il grande Diego Abbatantuono. Coraggioso il tentativo di Marco Muller di aprire un festival con una commedia italiana, un linguaggio nuovo che si discosta dalle opere precedenti per la teatralità, il teatro si mescola con la vita, un intrigo amoroso degno di Maribeau si intreccia al cinema. Lo spunto preso da Genovesi viene dal mondo cinematografico anglosassone, gli attori vengono catapultati in un mondo bizzarro. Una commedia gradevole a livello visivo, mai becera, i personaggi curiosi sono al limite della vita per poi entrare nella soap, spesso anche la vita è un grande palcoscenico dove si consuma la finzione. Una colonna sonora straordinaria di Andrea Fabbri accompagna il film che finisce sulle note della grande Edith Piaf, Un opera dal look charmant che cozza con la pochezza della sceneggiatura, scenograficamente elegante e curata, piccole gag strappano la risata. Forse come debutto di un festival ci si aspettava qualcosa di più incisivo e meno leggero
Adele de Blasi.