Somnia

Somnia -film-recensione- quando l’incubo è realtá

“Ninna nanna ninna oh, questo bimbo a chi lo do, lo darò all’Uomo Nero che lo tenga un anno intero…”. Tanti anni fa si intimorivano i bambini che non avevano voglia di andare a dormire dicendo che l’Uomo Nero sarebbe potuto venire a prenderli, o lo si usava come deterrente per far sì che restassero a letto e non girovagassero per la casa durante la notte. Il protagonista di Somnia, il piccolo Cody (interpretato dal bravissimo Jacob Tremblay, quello di Room, tanto per intenderci!) sa invece che, per non incontrare il mostro che lo perseguita nei suoi incubi, l’unica via possibile è rimanere sveglio. Mike Flanagan, dopo il non troppo brillante Oculus del 2013, torna sul grande schermo con un film decisamente più interessante e ben riuscito.
Jessie e Mark (Kate Bosworth e Thomas Jane) hanno perso in un tragico incidente il loro unico figlio, Sean. Non potendo avere altri bambini, la coppia decide di adottare Cody, un ragazzino di otto anni che ha perduto la madre a causa di un brutto male. Appena arrivato nella nuova casa, Cody manifesta il terrore di addormentarsi. Inizialmente Jessie e Mark sottovalutano la cosa, ma ben presto scopriranno che, mentre Cody dorme, i suoi sogni si materializzano divenendo realtà: nel bene, ma soprattutto nel male.
Il regista statunitense nato a Salem – dove nel 1692 si svolse il terrificante Processo alle Streghe – prende spunto da film quali Nightmare e The Boogeyman, e, pur cavalcando il noto filone dello spauracchio legato al mondo degli incubi notturni, riesce a realizzare un lavoro originale che si discosta in parte dal genere orrorifico: un thriller dark-fantasy con spruzzate di terrore. In Somnia, infatti, nonostante alcuni salti sulla poltrona siano garantiti, il vero “spavento” viene dosato in poche gocce e le scene splatter sono fortunatamente assenti: in compenso, alta tensione e suspense non mancano di certo. La trama, infarcita di elementi soprannaturali e coadiuvata da una persistente atmosfera cupa, traghetta lo spettatore all’interno di una favola oscura, inquietante ed essenzialmente paranormale. Una fiaba abitata da un “babadook” dalle sembianze di scheletro extraterrestre, da farfalle variopinte, da morti che appaiono all’improvviso e da… buoni sentimenti: eccola, l’originalità di questa pellicola, i buoni sentimenti.
Già, perché nel genere horror “l’etica” è un ingrediente sconosciuto, perfino il conte Ugolino aveva capito che mischiare il diavolo con l’acqua santa era un’impresa impossibile! Ma il cineasta americano spezza le tradizioni e vi inserisce una morale disneyana a tutti gli effetti: l’amore genitoriale oltrepassa ogni ostacolo e aiuta a superare anche le paure più profonde. Somnia è una pellicola imperfetta, forse eccessivamente onirica, visionaria e fuori dagli schemi, ma, grazie proprio a questi motivi, convincente e assai gradevole.
Se in quel capolavoro assoluto che fu Shining il pubblico scoprì il dono della “luccicanza”, nel film di Flanagan potrà conoscere il segreto che Cody custodisce dentro di sé: un prezioso regalo che, se ben curato, si trasformerà in un tocco di magia.
Silvia Fabbri

 

loc somia

DATA USCITA : 25 maggio 2016
GENERE: Horror
REGIA: Mike Flanagan
ATTORI: Kate Bosworth, Thomas Jane, Jacob Tremblay, Annabeth Gish, Scottie Thompson
DISTRIBUZIONE Koch Media
PAESE USA
DURATA . 97 min.

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Autore: Adele De Blasi

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