Arriva il documentario italiano Spira Mirabilis, tanti suoni ma non ci sono parole, inutili, un grande tema l’immortalità. Quattro storie parallele si intersecano simboleggiando i 5 elementi: l’acqua, uno scienziato e una specie, la medusa, che riesce a rigenerare; il fuoco, una donna sacra e un capo indiano Lakota, e una società che tenta di distruggerli; la terra, le statue del duomo di Milano che si rigenerano; l’aria, due musicisti creano strumenti- scultura in metallo che emettono suoni antichi, quasi ipnotici e l‘etere, che ha il volto di Marina Vady ,che è la guida spirituale nel viaggio verso l’immortalità, che interpreta” l’immortale di Borges”.
Il documentario ha la forza di trasportare lo spettatore in un viaggio da una parte all’altra del pianeta. Immagini molto belle, suoni insoliti quasi ancestrali, si respira in aria di perfezione che non necessità di parole, un nuovo modo di fare cinema basato sull’osservazione.
Cinque storie fuori del comune, una speranza di miglioramento del futuro, un cinema colto che non lascia spazio a un pubblico disattento.
Adele de Blasi